Primo prelievo di cornee all’istituto Pascale di Napoli dopo l’ingresso nella rete trapianti

Per la prima volta, un prelievo di cornee è stato eseguito all'Istituto Pascale di Napoli: grande soddisfazione presso il nosocomio partenopeo, tradizionalmente non coinvolto nelle attività di donazione di tessuti. "Evento che segna invece un cambio di paradigma importante nel modo di concepire la presa in carico globale del paziente e il contributo al sistema sanitario regionale", fanno sapere dal Pascale, entrato nella rete trapianti della Regione Campania appena un anno fa. Il prelievo, fanno sapere dal Pascale, è stato effettuato su una paziente deceduta presso l’Unità di Rianimazione che aveva espresso in vita la propria volontà alla donazione.
I familiari della giovane hanno accolto con gratitudine la possibilità di rispettare il desiderio della giovane donna, "trasformando un momento di profondo dolore in un gesto di altruismo capace di restituire speranza e qualità di vita ad altre persone", commentano dal Pascale. Ad organizzare il tutto il Coordinamento Ospedaliero Procurement, diretto dalla dottoressa Gilda Pasta, mentre il prelievo è stato eseguito dal dottor Carlo Vitiello, in collaborazione con il dottor Luigi Capasso, responsabile della Banca degli Occhi. A completare l'equipe, il Responsabile della Rianimazione, dottoressa Barbara Di Caprio, con il supporto del personale infermieristico della Rianimazione, Margherita Gagliardi e Francesco Musto.
"Questo evento rappresenta un passo avanti significativo per il sistema sanitario campano e dimostra come anche strutture ad alta specializzazione oncologica possano contribuire in modo concreto alla rete dei trapianti, offrendo una speranza reale a tanti pazienti in attesa", ha dichiarato il Direttore Generale del Pascale, Maurizio di Mauro, che ha poi voluto mandare "un ringraziamento sentito va a tutto il personale sanitario coinvolto e a coloro che, con competenza e sensibilità, hanno reso possibile questo importante traguardo, nel rispetto della volontà della donatrice e dei suoi familiari».