Presidenza Fico in Regione Campania

Porcelli lascia De Luca, Fortini spinge per un posto nel Pd: “A testa alta” perde pezzi in Consiglio regionale Campania

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Capo cronaca Napoli
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Gennaro Oliviero, Lucia Fortini, Vincenzo De Luca, Giovanni Porcelli, Luca Cascone
Progetto Civico incassa l’adesione del consigliere regionale. Intanto l’ex assessora alla Scuola spinge per un posto alle Politiche col Pd.

Quando Vincenzo De Luca davanti a Matteo Renzi alla Leopolda di Firenze insulta "Progetto Civico", apostrofandolo come «paraculismo civico» lo fa per un motivo preciso: è infuriato.  Il perché è presto detto: i suoi «quattro piccoli indiani» di "A testa alta" in Consiglio regionale Campania sono da poco rimasti in tre.

Il movimento politico di Alessandro Onorato che a livello locale fa riferimento al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e al suo assessore Carlo Puca, ha appena tirato dentro Gianni Porcelli, consigliere regionale da sempre deluchiano. Dottore commercialista di 54 anni, dirigente pubblico, già sindaco di Mugnano, nonché manager in Soresa e Arpac durante il decennio dello «sceriffo», rieletto con circa 20mila preferenze, Porcelli compare nel manifesto che annuncia la presentazione dei coordinatori di Napoli e provincia di Progetto Civico, l'8 ottobre a Licola. Fanpage ha contattato fonti politiche del movimento politico ricevendo conferma del suo effettivo avvicinamento.

Tra poco si capirà anche se Porcelli lascerà il gruppo dei deluchiani in Consiglio regionale per approdare al gruppo misto. Per ora resta con Luca Cascone, Gennaro Oliviero e Lucia Fortini in "A testa alta", che in caso di defezioni non rischia di sparire (con la conseguente perdita di staffisti e contributi), perché la sua esistenza non è legata a un numero minimo di consiglieri. Quando furono costituiti i gruppi politici in Consiglio, la pattuglia fu infatti "garantita" dall'europarlamentare del Partito Democratico Lello Topo.

C'è però un tema e non è di poco conto: i fedelissimi dell'ex governatore in Regione si stanno piano piano sciogliendo come neve al sole, a nemmeno un anno dall'elezione di Roberto Fico col campo largo.

Insieme a quello di Porcelli è noto il caso Lucia Fortini. Ex assessora regionale alla Scuola, Fortini ambisce ad un posto in Parlamento che in queste condizioni chiaramente non può nemmeno tentare di agguantare. Lei però non demorde, forte di un buon rapporto con la segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein. Quando quest'ultima venne a Napoli per il disastroso comizio del campo largo in piazza del Gesù, andò a cena proprio con Fortini e col parlamentare Igor Taruffi.

Di recente, alla Festa regionale dell'Unità, molti consiglieri regionali hanno avvicinato Schlein e i suoi sherpa per manifestare una serie di perplessità. Il ragionamento di alcuni consiglieri, colto tra un comizio e un convegno è il seguente: alle Politiche 2027 il Pd locale guarda con interesse alla candidatura del sindaco di Bacoli esterno al partito, quel Josi Della Ragione fortemente spinto da Marco Sarracino;  un altro dei nomi papabili in lista è Alessandra Clemente, entrata di recente nel Pd ma per un decennio avversaria essendo stata braccio destro di Luigi De Magistris da sindaco. Gli assessori regionali, tranne i due potentissimi Mario Casillo ed Enzo Cuomo, sono esterni come Andrea Morniroli. «Noi qui che ci stiamo a fare? Potremo mai ambire ad un posto in Parlamento militando da decenni e portando voti di preferenza ad ogni appuntamento elettorale?».

Ed è in questo ragionamento, in questo malumore, che si innesta il «caso Fortini». L'ex assessora – che non ha un buon rapporto nemmeno col suo successore in giunta, Morniroli – sta spingendo a tutti i livelli per tesserarsi nel Pd, entrare nel gruppo e assicurarsi un buon posto in lista alle Elezioni Politiche 2027.

Molti consiglieri – anche qualche assessore regionale – stanno facendo muro. La palla è nelle mani di Piero De Luca che pure non pare propenso ad accogliere Fortini a braccia aperte. Qualcuno dice per non dare un dispiacere al padre togliendogli un altro pezzo in "A testa alta". Qualcun altro, invece, sostiene che Piero stia semplicemente facendo ciò che deve fare un buon segretario regionale, ovvero evitare veleni e tensioni  nel partito a ridosso di scadenze elettorali così importanti.

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