Bambino morto dopo il trapianto del cuore danneggiato

Patrizia Mercolino, la mamma del piccolo Domenico, consegna in Procura un audio del medico che ha operato il figlio

La mamma del bimbo trapiantato e morto al “Monaldi” di Napoli chiede di consegnare al magistrato un audio contenente le parole del cardiochirurgo che ha operato il figlio.
A cura di Redazione Napoli
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Patrizia Mercolino col figlio Domenico, deceduto il 22 febbraio
Patrizia Mercolino col figlio Domenico, deceduto il 22 febbraio
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La morte del piccolo Domenico Caliendo, 2 anni, avvenuta dopo un trapianto di cuore fallito all'ospedale "Monaldi" di Napoli, giorno dopo giorno aggiunge nuovi tasselli. Dopo quasi due mesi di silenzio e sofferenza ora al posto della rabbia la mamma del bimbo morto, Patrizia Mercolino, preferisce essere operativa e non lasciare nulla, ma proprio nulla che non sia consegnato ai magistrati che avranno l'onere di far chiarezza su questa tragedia che vede al momento 7 medici indagati.

Oggi Patrizia, insieme all'avvocato Francesco Petruzzi, è in procura per chiedere di essere ascoltata dal pm Giuseppe Tittaferrante e per depositare un audio del cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto, ed ha seguito il bambino fino al giorno all'attivazione del percorso di cure condiviso.  Cosa c'è in questo audio? È quello il momento in cui è stato comunicato alla donna l'esito del consulto di esperti che ha considerato il bambino non trapiantabile; Patrizia a quel punto ha chiesto a lui come mai fino alla sera prima Domenico fosse considerato da lui trapiantabile.

«Oggi c'è il desiderio di chiarezza, il desiderio che venga fatta giustizia. Se mi fermo rimango, lì a piangere e Domenico non lo vuole questo!» dice mamma Patrizia. «Chiediamo giustizia, la verità, forse è arrivato il momento, me lo devono».

Il caso del bimbo approda anche alla Camera dei Deputati: il deputato Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi e Sinistra) è intervenuto in Parlamento sulla vicenda, ricostruendo «una catena di fallimenti tecnici e morali che ha trasformato una speranza di vita in una tragedia nazionale». «Chiediamo che la catena di comando dell'ospedale che ha causato questa disgrazia risponda materialmente e moralmente di quanto accaduto. La magistratura farà il suo corso sui 7 indagati della Cardiochirurgia Pediatrica, ma la politica ha il dovere di garantire che simili orrori non si ripetano mai più».

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