Ottavio Colalongo, ucciso in un agguato: 8 fermi, l’omicidio maturato durante guerra tra clan

A un mese di distanza arriva la svolta nelle indagini sull'omicidio di Ottavio Colalongo, il 48enne ucciso a colpi di pistola il 17 dicembre del 2025 a Scisciano, nella provincia di Napoli. Nella mattinata odierna, giovedì 22 gennaio, i carabinieri di Castello di Cisterna, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno eseguito decreti di fermo nei confronti di 8 persone, accusate dell'omicidio di Colalongo, aggravato dalle finalità mafiose.
Stando a quanto ricostruito dai militari dell'Arma e dai procuratori della Dda durante le indagini, l'omicidio di Ottavio Colalongo sarebbe maturato nell'ambito di una guerra tra clan. A ordinare e poi eseguire l'omicidio del 48enne, secondo gli inquirenti, sarebbe stato il sodalizio criminale Luongo-Covone-Aloia, nell'ambito di uno scontro con il clan Filippini – al quale la vittima era legato secondo gli investigatori – per il controllo delle attività criminali nei territori di San Vitaliano, Marigliano e Scisciano.
Ottavio Colalongo, ucciso a colpi di pistola: gli ultimi colpi al viso
Nella serata di mercoledì 17 dicembre 2025, Ottavio Colalongo si trovava in sella al suo scooter e stava percorrendo via Garibaldi, strada alla periferia di Scisciano, quando il mezzo a due ruote è stato affiancato da una moto di grossa cilindrata. Dopo averlo fatto cadere dallo scooter, i killer hanno raggiunto Colalongo, che era già a terra agonizzante, e lo hanno crivellato di colpi, sparandogli gli ultimi proiettili al viso. L'agguato è stato immortalato, in tutte le sue fasi, da alcune telecamere di videosorveglianza della zona.