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Ospedale Monaldi, le mamme di 835 bimbi cardiopatici scrivono a Fico: “Siamo abbandonati”

Le famiglie dei bimbi affetti da problemi cardiaci: “Al Monaldi vuoti assistenziali incompatibili con patologie così gravi. Fico intervenga”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Immagine di repertorio
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I genitori di 835 bambini cardiopatici in cura all'ospedale Monaldi di Napoli scrivono al governatore della Campania, Roberto Fico: "Ci sentiamo abbandonati. Le rassicurazioni sulla continuità delle terapie per i nostri figli sono insufficienti". Dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni e 4 mesi trapiantato con un cuore bruciato dal ghiaccio secco, il settore della cardiochirurgia pediatrica è stato riorganizzato in via provvisoria. Al momento, solo i trapianti di cuore pediatrici sono sospesi, ma tutte le altre attività continuano senza soluzione di continuità. Il Monaldi si è rivolto all'ospedale Bambin Gesù di Roma, per una partnership nel follow up dei pazienti già trapiantati o in cura per altri motivi, che necessitano di assistenza continua.

Intanto, però, le famiglie dei bimbi affetti da patologie cardiache, assistiti nel nosocomio che fa parte dell'Ospedale dei Colli, si sono rivolte agli avvocati Sergio Pisani e Pellegrino Comitale, per chiedere migliori cure per i propri figli: "Da anni il Monaldi rappresentava un centro di eccellenza riconosciuto – scrivono i genitori nella lettera – un presidio fondamentale per la tutela della salute dei nostri figli. Oggi, invece, assistiamo a un progressivo smantellamento di certezze costruite nel tempo: percorsi terapeutici interrotti o incerti, carenza di riferimenti clinici stabili, informazioni frammentarie e spesso contraddittorie".

Le famiglie dei bimbi del Monaldi a Fico: "Chiediamo cure migliori"

"Le dichiarazioni del presidente Roberto Fico sulla presunta continuità delle cure presso l'Ospedale Monaldi di Napoli – affermano i genitori – risultano, allo stato attuale, del tutto insufficienti e distanti dalla realtà vissuta quotidianamente. Le nostre famiglie si sentono del tutto abbandonate, lasciate sole a gestire situazioni cliniche complesse e delicate, senza garanzie reali sulla continuità assistenziale. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di forte preoccupazione: la continuità assistenziale evocata pubblicamente risulta, nei fatti, limitata e parziale. I medici provenienti da Roma non sono presenti nel fine settimana, determinando vuoti assistenziali incompatibili con la gestione di patologie così gravi e complesse. Attraverso i nostri legali – concludono gli 835 genitori – chiediamo con fermezza e urgenza atti immediati e verificabili che garantiscano la reale continuità delle cure; chiarezza definitiva sull'organizzazione dei servizi e sulla disponibilità del personale medico su base giornaliera; l'attivazione di un confronto diretto, strutturato e permanente con le famiglie; il ripristino degli standard qualitativi che hanno reso il Monaldi un punto di riferimento nazionale".

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