video suggerito
video suggerito

Omicidio di Emanuele Durante a Napoli, arrestato presunto secondo esecutore materiale del delitto

Blitz della Procura di Napoli: 71 misure contro clan Mazzarella e Alleanza di Secondigliano. Nuovo arresto per il delitto del 20enne: è Vincenzo Brandi, 31 anni.
A cura di Redazione Napoli
0 CONDIVISIONI
La vittima, Emanuele Durante
La vittima, Emanuele Durante

Nuovo importante sviluppo nell'inchiesta sull'omicidio di Emanuele Durante, il 20enne ucciso il 15 marzo dello scorso anno. Vincenzo Brandi, 31 anni, ritenuto il secondo esecutore materiale del delitto, è stato arrestato nell’ambito della maxi operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli. Il provvedimento cautelare rientra nel più ampio blitz che ha portato oggi all'esecuzione di misure nei confronti di 71 persone ritenute, a vario titolo, appartenenti alle organizzazioni camorristiche riconducibili ai clan Mazzarella e Alleanza di Secondigliano.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il destinatario della misura sarebbe stato uno dei killer di Durante. Vittima ed esecutori, come già accertato dalla Procura, appartenevano alla stessa organizzazione criminale. L'omicidio del 20enne viene ricondotto a una punizione interna al gruppo. Durante sarebbe stato ritenuto responsabile della morte di Emanuele Tufano, 15 anni, ucciso il 24 ottobre 2024 nel corso di un conflitto armato tra gruppi dei quartieri cittadini della Sanità e di Piazza Mercato, contrapposti per il controllo egemonico dei territori. In base agli accertamenti, durante quella sparatoria Durante avrebbe esploso per errore i colpi che raggiunsero Tufano, provocandone la morte. Da qui la decisione del gruppo di appartenenza di punirlo con l’omicidio avvenuto nel marzo successivo.

Un agguato che per il gip Federica Colucci, che ha firmato la misura cautelare è avvenuto per motivi abbietti. Una vendetta vera e propria: il clan Sequino doveva "rifarsi la faccia" al rione Sanità. Alla ricostruzione dell'omicidio e all'individuazione dell'ultimo partecipante hanno contribuito anche le intercettazioni partite subito dopo l'arrivo dei militari dell'Arma al pronto soccorso dell'ospedale Vecchio Pellegrini. La prima a essere sentita fu la fidanzata di Durante.

Brandi, dicono gli investigatori, era estraneo ai contesti di criminalità organizzata, ma aveva un legame di parentela con la famiglia di Salvatore Pellecchia, esponente di spicco dei Sequino, essendo il marito della figlia di una zia paterna del ras, ed è anche cognato del ragazzino ucciso, un tassello fondamentale che lo ha spinto a partecipare a un omicidio. A Durante anche i compagni del raid, addebitavano senza fondamento per gli inquirenti, la colpa di averli condotti nella strada dove poi era scattato l'inseguimento del gruppo del Mercato e nella quale si era verificato il conflitto a fuoco, una convinzione smentita dal contenuto dei dialoghi riguardanti i giovani nel Mercato, anche questi intercettati.

Spiega il procuratore della Repubblica, presso il tribunale di Napoli, Nicola Gratteri: «Sono state interessate le famiglie "storiche" della camorra del clan Secondigliano e dei Mazzarella. Da questa operazione è emerso che i clan si rigenerano, con i figli, i nipoti che prendono il posto dei capi nel mentre sono al 41 bis e all'alta sicurezza. È una camorra che sta al passo con i tempi, con la tecnologia, che è abbastanza avanti rispetto ad altre anche nell'utilizzo delle criptovalute e nell'utilizzo del dark web. Quindi una mafia contemporanea».

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views