Nel centro storico di Napoli la nuova ordinanza anti-rumori “spegne” piazza Bellini

La nuova ordinanza contro la movida napoletana è stata firmata dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e avrà una validità di due mesi: dal 6 amrzo al 6 maggio 2026. Il provvedimento nasce dopo il ricorso al TAR di alcuni cittadini, secondo un modello oramai consolidato che a novembre aveva già colpito i locali di vico Quercia e via Cisterna dell'Olio. L'ordinanza del sindaco è finalizzata a garantire la tranquillità e il riposo dei residenti nell'area di piazza Bellini e zone limitrofe e consiste nella chiusura anticipata dei locali alle ore 00:30 dalla domenica al giovedì e all'1.30 il venerdì e il sabato, oltre al divieto di vendita e somministrazione da asporto a partire dalle 23:30 (vale a dire che tutte le bevande, sia alcoliche che analcoliche, devono essere consumate all'interno del locale).
La nuova ordinanza contro la movida napoletana è stata firmata dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e avrà una validità di due mesi: dal 6 amrzo al 6 maggio 2026. Il provvedimento nasce dopo il ricorso al TAR di alcuni cittadini, secondo un modello oramai consolidato che a novembre aveva già colpito i locali di vico Quercia e via Cisterna dell'Olio. L'ordinanza del sindaco è finalizzata a garantire la tranquillità e il riposo dei residenti nell'area di piazza Bellini e zone limitrofe e consiste nella chiusura anticipata dei locali alle ore 00:30 dalla domenica al giovedì e all'1.30 il venerdì e il sabato, oltre al divieto di vendita e somministrazione da asporto a partire dalle 23:30 (vale a dire che tutte le bevande, sia alcoliche che analcoliche, devono essere consumate all'interno del locale).
Comemrcianti e avventori avrebbero già decretato l'inefficacia del provvedimento, in quanto sostengono che il rumore antropico non sia da addebitare esclusivamente a chi consume bevande fuori ai locali, ma anche a chi frequenta i luoghi colpiti dall'ordinanza indipendentemente dagli esercizi commerciali che circondano la piazza: "Basta allontanarsi di 40, 50 metri e tutti possono fare quello che vogliono, quindi di sposta il problema senza risolverlo – spiega Igor Centrangolo, proprietario della Vineria San Sebastiano – oppure mettersi in mezzo alla piazza con la musica ad alto volume".
Nonostante l'ordinanza sia stata il frutto di una mediazione tra il Comune e i commercianti (inizialmente la durata prevista era di 4 mesi e variavano gli orari di inizio e fine dei divieti), nell'ultimo fine settimana diversi esercenti hanno preferito non aprire i locali. È il caso di Giuliano Pianese, titolare del celebre Peppe & Giulio Spritz: "In queste condizioni non possiamo lavorare, ci conviene rimanere chiusi. I turisti sono increduli, non capiscono perché in una città come Napoli, famosa per la vitalità dei suoi vicoli e delle sue strade, non si possa più acquistare nemmeno una bottiglietta d'acqua". Dello stesso parere il commerciante Luigi D'Angelo, che aggiunge: "L'ordinanza discrimina i locali, colpendone solo alcuni. Siamo molto amareggiati perché non siamo mai riusciti ad avere un dialogo coi cittadini, avremmo cercato di sicuro di trovare un punto di incontro che potesse soddisfare gli interessi di tutti".
Nel frattempo, per capire se dal punto di vista tecnico l'ordinanza emanata lo scorso novembre per i locali di vico Quercia sia stata efficace a riportare i livelli di rumorosità sotto la soglia prevista, si attendono i dati dell'Arpac, che avrebbe dovuto fare i rilievi durante il periodo di validità dell'ordinanza.