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Presidenza Fico in Regione Campania

Nel bilancio sanitario della Campania è tornato il segno più dopo quasi vent’anni di austerity

La Regione incrementa il budget per il personale di 62 milioni. Resta aperta la questione di come usare queste risorse per tamponare la carenza cronica di medici.
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Per la prima volta dopo diciannove anni, nel Bilancio Gestionale 2026-2028 della Regione Campania c'è il segno più alla voce sanità. Usciti dopo quasi due decenni dal Piano di rientro dal disavanzo economico sanitario, la giunta guidata da Roberto Fico ha potuto autorizzare per il 2026 un incremento del budget per il personale pari a 62 milioni di euro. «Sono segnali importanti» dice Fico.

Già ma questi soldi come saranno usati? C'è una carenza importante che supera le altre: i medici di pronto soccorso. I camici bianchi sono riluttanti, non vogliono vagare nei purgatori delle emergency room e delle Osservazioni brevi intensive, lavorare in prima linea e senza nemmeno riconoscimenti economici dignitosi.  «Sulla rete di emergenza – dice Fico – stiamo lavorando e lavoreremo anche sulla possibilità dei concorsi e della contrattualizzazione. Alcuni concorsi riescono, in particolare negli ospedali che hanno i pronto soccorsi più attrattivi. In altri dobbiamo incentivare, soprattutto nelle aree interne nel Sannio, nell'Irpinia e ci stiamo lavorando. Gli stipendi più alti a chi lavora nel pronto soccorso? Vedremo,  è una delle ipotesi, però il punto non è esclusivamente economico ma di sistema in generale dove c'è anche una parte della questione economica. Sono tante le cose insieme. Stiamo facendo un buon lavoro, molto serio, molto pacato e determinato».

Tornando all'impatto sui budget degli ospedali e delle Asl, per il 2026, il regime di rientro ha imposto per anni vincoli rigorosissimi, stabilendo che il limite della spesa per il personale a livello regionale non potesse superare la spesa storica per il personale registrata nell'anno 2004, ridotta dell'1,4%  (pari a circa 3.006 milioni di euro).

La normativa consente ora di aumentare annualmente i tetti di spesa. Dunque, i 62 mln di incremento del budget per il personale, poi una nuova ripartizione tra le varie Aziende Sanitarie Locali e le Aziende Ospedaliere per il 2026, calcolata in base agli standard di fabbisogno e ai costi degli anni precedenti.

  • ASL Napoli 1 Centro: 487.743.846 euro
  • ASL Salerno: 455.403.201 euro
  • ASL Caserta: 306.323.122 euro
  • AO Cardarelli: 207.763.678 euro
  • AOU Ruggi (Salerno): 194.177.408 euro
  • AO Dei Colli: 174.799.763 euro

Nonostante il ritorno alla gestione ordinaria e i nuovi aumenti di budget, la delibera regionale impone perentoriamente a tutte le Aziende Sanitarie di assicurare il contestuale rispetto dell'equilibrio economico-finanziario di bilancio durante l'attività di reclutamento del personale. Questa cautela è ovvia: per poter mantenere le assunzioni entro questi budget stabiliti e non scivolare nuovamente in un disavanzo che riporterebbe la Regione nel Piano di Rientro, il sistema deve operare attraverso  serrati controlli ispettivi previsti dal Piano annuale 2026 (dal monitoraggio farmaceutico alla corretta gestione delle liste di attesa e dell'attività intramoenia).

E veniamo proprio alla fase dell'attività ispettiva sanitaria e socio-sanitaria: le ispezioni e le verifiche coinvolgono una vasta gamma di strutture.Per quanto riguarda l'attività ispettiva ordinaria programmata specificamente per l'anno 2026, gli accertamenti riguarderanno: 17 enti pubblici del Sistema Sanitario Regionale e 8 strutture private accreditate.

I controlli verificheranno il funzionamento delle strutture ospedaliere e ambulatoriali, la qualità e l'appropriatezza dei servizi e delle cure erogate ai cittadini, il corretto uso del farmaco e lo svolgimento regolare degli appalti. Inoltre, per i soggetti privati, l'attività ispettiva accerta la permanenza dei requisiti necessari per mantenere l'accreditamento istituzionale con il Servizio Sanitario Regionale.

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