Napoli, “non ospito nel mio B&B israeliani che hanno partecipato ad azioni militari a Gaza”: minacce a gestore di struttura

Francesco Minisci è un uomo di sinistra, un ex consigliere comunale a Napoli. Gestisce da anni una attività ricettiva (Bed&Breakfast) molto nota e apprezzata, nella centralissima zona di via Toledo. Da oggi, suo malgrado, è diventato "famoso" in Israele. Motivo? Ha messo paletti a persone di nazionalità israeliana che avrebbero voluto prenotare una camera nel suo B&B per un soggiorno a Napoli. Per questo motivo Minisci è finito su un popolare sito di informazione israeliano, "N12" e ora è bersagliato da telefonate di insulti.
Quando Fanpage lo contatta Francesco Minisci è appena uscito dalla stazione dei carabinieri dove ha presentato denuncia per queste telefonate "moleste" (usando un eufemismo). «Sono tranquillo – dice – dalla conversazione che ho avuto con questa persona e che è stata resa nota sui giornali israeliani si capisce chiaramente che da parte mia non vi era alcun intento discriminatorio».
La turista israeliana che ha raccontato il fatto alla stampa di Tel Aviv si chiama Shir. Attraverso un noto portale aveva chiesto disponibilità di una camera nel B&B di Minisci. Risultato, una risposta "non standard" della struttura ricettiva: le è stato chiesto esplicitamente di dichiarare di «non aver preso parte a operazioni militari a Gaza» e di «non sostenere le politiche criminali del governo Netanyahu». In caso contrario, il bed and breakfast le avrebbe rifiutato la prenotazione e subito restituito i soldi. «Al contrario – scriveva il gestore – poiché amo Israele non avrei alcuna perplessità».
Questo episodio arriva dopo una serie di tensioni avvenute proprio a Napoli, quella più nota è la vicenda di Nives Monda e del suo ristorante, la "Taverna a Santa Chiara", avvenuta nel maggio di quest'anno: i turisti sostenevano essere stati “cacciati” per antisemitismo, ipotesi sconfessata anche dalla magistratura, visto che i turisti avevano fatto denuncia. Il tutto era stato ripreso in un video diventato virale sui social. La stampa israeliana raccontò l’episodio come esempio di ostilità diffusa in Italia, mentre a Napoli si parlò di strumentalizzazione. A inizio estate, invece, il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno che chiede sanzioni contro Israele e la sospensione dei rapporti istituzionali con lo Stato ebraico e di recente è stata approvata la mozione per la cittadinanza onoraria napoletana alla giurista irpina Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.