Emergono nuovi particolari sulla morte di Luigi Caiafa, il rapinatore di 17 anni morto questa notte a Napoli dopo essere stato colpito da alcuni proiettili esplosi dalla polizia. La vicenda tra via Duomo e via Marina, nel cuore della città, dove il 17enne e un complice – un ragazzo di 18 anni, Ciro De Tommaso, figlio dell'ex capo ultras del Napoli Genny ‘a Carogna – che è stato poi arrestato, hanno avvicinato una Mercedes Classe A, in un tentativo di rapina. Hanno intimato alle tre persone a bordo di scendere, armati di pistola e con i volti travisati dai caschi. Come apprende Fanpage.it da alcune fonti, il 17enne ha puntato la pistola contro la pattuglia della polizia intervenuta sul posto – dei Falchi, che avevano notato quanto stava accadendo –. Il complice alla guida del mezzo – Ciro De Tommaso – intima a Luigi Caiafa di sparare: a quel punto, gli agenti hanno aperto il fuoco contro il 17enne. Come sarebbe emerso dai successivi rilievi del caso, però, la pistola utilizzata per la rapina era una replica, a salve. Sono ancora in corso ulteriori accertamenti balistici sulla pistola che è ora sequestrata; anche lo scooter dei rapinatori è stato posto sotto sequestro: è risultato essere un Liberty 250, rubato qualche mese fa. Le indagini sono affidate alla Procura di Napoli e al sostituto procuratore Claudio Basso. La versione secondo la quale avrebbe intimato di sparare gridando "spara, spara" è quella fornita dalla pattuglia intervenuta sul posto.

 

Luigi Caiafa, chi era la vittima

La vittima, Luigi Caiafa, che avrebbe compiuto 18 anni il prossimo dicembre, era già nota alle forze dell'ordine. Da quanto apprende ancora Fanpage.it, i due giovani sarebbero stati coinvolti in altre rapine ed erano già attenzionati dalla Squadra Mobile della Questura partenopea. Così come per quanto riguarda il 18enne arrestato, anche la vittima proveniva da una famiglia nota alle forze dell'ordine: il padre del 17enne è infatti Ciro Caiafa, ritenuto vicino al clan Mazzanti-Terracciano e arrestato nel novembre del 2016, mentre da latitante si nascondeva in un'abitazione del centro storico di Napoli.