Napoli, il Comune cambia Statuto: tagli agli stipendi delle Municipalità, 650 euro al mese in meno

Il Comune di Napoli cambia lo Statuto dopo 35 anni. Tagliati gli stipendi di presidenti e assessori municipali, con decurtazioni del 15 e del 10 per cento. Guadagneranno circa 650 euro lordi in meno al mese. Confermata l'acqua pubblica, che diventa uno dei pilastri dell'amministrazione. La proposta di riforma è stata seguita dal consigliere Sergio D'Angelo, presidente della commissione Statuto e Regolamenti, ed approvata ieri, lunedì 30 marzo, a maggioranza. Seguirà nei prossimi mesi anche la revisione del regolamento sulle municipalità, che dovrà affrontare il tema della riorganizzazione delle municipalità (delibera 68 del 2005). Intanto il nuovo statuto ha rideterminato le percentuali dei compensi: per il presidente spetterà il 60% del trattamento economico riservato agli assessori comunali (prima era il 75%). Per gli assessori e i vice presidenti delle municipalità è previsto invece il 60% del trattamento economico riservato al Presidente (prima era il 65%). Prosegue quindi la politica di spending review dell'amministrazione Manfredi sui costi dei parlamentini, sui quali è aperta una inchiesta della Corte dei Conti della Campania.
Il nuovo Statuto cambiato dopo 35 anni
L’iniziativa consiliare nasce dall’esigenza di superare un impianto risalente al 1991 e di adeguare l’organizzazione del Comune a un modello più efficiente, digitale e orientato ai bisogni di cittadini e imprese. Il nuovo Statuto è stato riorganizzato in 102 articoli e articolato in 9 Titoli. Un asse centrale della riforma è rappresentato dalla partecipazione. Vengono estesi i diritti anche a non residenti, studenti e cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio. Sono rafforzati gli strumenti di consultazione, introdotte consulte e osservatori tematici e valorizzato il bilancio partecipativo, con un maggiore coinvolgimento diretto dei cittadini nelle scelte su servizi e risorse.
Introdotti i consiglieri aggiunti e termini inclusivi
Sul piano istituzionale, il testo ridefinisce il funzionamento degli organi, introduce nuove figure come i consiglieri aggiunti in rappresentanza degli stranieri residenti o aventi domicilio nel territorio della Municipalità per ragioni di studio o di lavoro e struttura strumenti come l’Ufficio di Presidenza.
Viene inoltre istituita una Commissione consiliare dedicata ai temi della città metropolitana, della riforma della pubblica amministrazione e dell’innovazione tecnologica. "È stata operata la scelta di utilizzare, attraverso la comunicazione istituzionale – si legge nella proposta – un linguaggio inclusivo di genere “rispettoso dell'identità di genere e libero da pregiudizi” come linea di principio nell’ambito della Pubblica Amministrazione a garanzia delle pari opportunità e contro le discriminazioni di trattamento tra donne e uomini; un passo importante nell’assolvimento di questo fondamentale compito da parte dell’Ente nella convinzione che il linguaggio sia un ambito sociale nel quale è necessario intervenire".
Nella nuova redazione del TITOLO I, che contiene I Principi generali, "è stato ampliato il novero dei valori fondamentali, riconoscendo ampio spazio ai principi programmatici di identità, libertà, uguaglianza, giustizia, pace, democrazia, solidarietà, cooperazione, responsabilità individuale e sociale e spirito di iniziativa, rafforzando la connotazione della Città di Napoli come Metropoli d’Europa e del Mediterraneo". È stato consolidato il principio di Città Solidale, cui si affianca anche quello di inclusione, improntati sul “divieto di qualsiasi forma di discriminazione ed all’educazione per la condivisione delle diversità in ogni loro espressione”, introducendo l’istituto del conferimento della Cittadinanza Onoraria per Jus Soli.
Sono stati introdotti due articoli, uno sulla Città Partecipata, “in un’ottica di co-progettazione e co-costruzione di politiche pubbliche partecipate”, l’altro Città per la Legalità ed i Diritti di Cittadinanza, prevedendo, in osservanza della Convenzione ONU, la figura del Garante dell’Infanzia, con le funzioni di Children Manager, nonché, in ottemperanza agli indirizzi della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, quella del Garante Comunale di Napoli dei Diritti delle Persone private delle Libertà Personali.
Nel primo titolo, infine, viene sancito l’accesso all’acqua, ai sensi della Risoluzione 64/92 adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, come diritto umano, universale, inalienabile e si riconosce altresì alla risorsa acqua lo status di bene comune pubblico.
Soppresso il Difensore Civico comunale
Nel TITOLO II, sulla Partecipazione popolare e tutela dei diritti civili (articoli dall’11 al 31), viene riconosciuta nella carta statutaria l'attività “no profit” come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo. Si prevede l’istituzione della “Consulta per i tempi e modalità della vita urbana”, quale ambito strategico per la gestione amministrativa. Inoltre, sono abrogate le disposizioni inerenti alla figura del Difensore Civico comunale, istituto soppresso dall’articolo 2, comma 186, lettera a), della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (legge finanziaria 2010).