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Napoli, assistente sociale picchiato a bastonate al campo nomadi di Poggioreale: ferito, finisce in ospedale

L’assistente sociale era al campo nomadi di via del Riposo per controllare se i bimbi fossero andati a scuola ed eventuali occupazioni abusive, quando è stato assalito a colpi di bastoni. Trasportato al Pellegrini. I sindacati Cisl e Uil: “Massima solidarietà, subito un tavolo sulla sicurezza”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Immagine di repertorio
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L'assistente sociale del Comune va al campo rom di via del Riposo per controllare, tra le altre cose, che i bimbi vadano a scuola, ma viene assalito e picchiato a bastonate. Colpito selvaggiamente, resta ferito con contusioni e distorsioni al collo. Il dipendente è stato poi al Pronto Soccorso dell'ospedale Vecchio Pellegrini, dove è stato dimesso con una prognosi di 7 giorni per la guarigione. L'episodio, a quanto apprende Fanpage.it, è accaduto giovedì scorso, 26 marzo. La vittima è un 60enne, dipendente del Comune di Napoli e responsabile dell'area welfare per i campi nomadi.

L'assistente sociale stava controllando se i bimbi fossero andati a scuola

Ancora da chiarire la dinamica di quanto accaduto. Ma, secondo le prime ricostruzioni, l'assistente sociale giovedì si trovava al centro di via del Riposo, a Poggioreale, per le visite periodiche finalizzate a controllare che i bimbi vadano a scuola e per evitare eventuali occupazioni dei moduli prefabbricati. Il 60enne avrebbe quindi riscontrato la presenza di una donna che non era censita nel campo e le avrebbe chiesto di identificarsi presso gli uffici del welfare. Ad un certo punto, però, sarebbero sopraggiunti due uomini armati di bastoni che lo avrebbero aggredito selvaggiamente, tempestandolo di colpi al volto e al corpo. Il lavoratore è stato soccorso poi da altre persone che si trovavano in zona, tra cui dei dipendenti delle cooperative sociali e del trasporto scolastico. Nella stessa giornata si sarebbe verificata un'altra violenta aggressione al campo nomadi di Gianturco, ai danni di un operatore dei carrattrezzi durante un'operazione delle forze dell'ordine.

I sindacati: "Solidarietà al dipendente ferito"

A denunciare l'accaduto sono i sindacati CISL FP, con Agostino Anselmi, Giuseppe Ratti, Loredana D’Onofrio e Carmela Brilla, e UIL FPL con Annibale De Bisogno, Ida Grassia, Angela D’Addio e Rosalba Bagnale. "L'assistente sociale – scrivono in una nota – è stato brutalmente aggredito da due persone durante il regolare svolgimento di attività di verifica presso il campo rom di Santa Maria del Pianto, con conseguente ricorso alle cure del Pronto Soccorso dell’Ospedale Incurabili e prognosi di sette giorni".

I sindacati hanno chiesto al Comune un tavolo urgente di confronto in materia di sicurezza del personale impegnato in attività esterne e interne ad elevato rischio, nonché di misure di welfare aziendale, esprimendo vicinanza al dipendente ferito. "Denunciamo con fermezza la gravità di un episodio che non può in alcun modo essere derubricato a fatto isolato – aggiungono – L’accaduto richiama, ancora una volta, l’attenzione sulle condizioni di rischio nelle quali troppo spesso il personale dell’Ente è costretto ad operare, sia nello svolgimento di attività esterne particolarmente delicate, sia nell’ambito di attività interne connotate da analoga esposizione a tensioni, minacce, aggressioni verbali e, non di rado, fisiche. In tal senso, appare estremamente grave anche quanto verificatosi nella giornata di venerdì 27 marzo, allorché un’altra collega assistente sociale è stata aggredita verbalmente e solo il tempestivo intervento delle Forze dell’Ordine, nella specie Polizia Locale e Carabinieri, ha consentito di evitare conseguenze ulteriormente pregiudizievoli".

"Serve un protocollo operativo sulla sicurezza"

I sindacati hanno chiesto al Comune uno "specifico protocollo operativo e di sicurezza che disciplini in maniera puntuale le modalità di svolgimento delle attività a rischio, i livelli di tutela da assicurare al personale, le misure di prevenzione da adottare, le forme di supporto da attivare e le procedure da seguire nei casi in cui i lavoratori siano esposti a situazioni di pericolo per la propria incolumità fisica e psicologica".

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