I due murales dedicati a Ugo Russo (a sinistra) e Luigi Caiafa (a destra)
in foto: I due murales dedicati a Ugo Russo (a sinistra) e Luigi Caiafa (a destra)

I murales in omaggio ai baby rapinatori uccisi e gli altarini per i camorristi? "Sono una vergogna. Vanno rimossi. Non rappresentano la libertà di espressione". È duro il giudizio del Procuratore Generale di Napoli, Luigi Riello, intervenuto oggi alla conferenza stampa online in vista dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2021, che si terrà sabato prossimo. "Con tutto il rispetto – dice – chi ha perduto la vita commettendo reati, non merita nessuna celebrazione".

"I murales vanno rimossi"

"Non solo la magistratura e le forze dell'ordine – spiega il Procuratore – ma tutti, devono essere inflessibili" verso questo fenomeno celebrativo. I murales e gli altarini, per il magistrato, vanno rimossi, perché "rappresentano la protervia di chi crede di creare degli eroi ed invece tratta con onore gente che non merita rispetto". Un fenomeno, che ha sottolineato, però, Riello, non è solo napoletano. "Ci sono altrove strade e aule intitolate a persone che non meritavano la celebrazione perché si erano poste contro lo Stato. Non può esserci mediazione su questo – ha concluso – Bisogna scegliere da che parte stare: o con lo Stato o contro lo Stato. Bisogna mettere i lavori al posto giusto".

Negli scorsi giorni, intanto, il Comune di Napoli ha anticipato la firma di due ordinanze di diffida per i condomini dei Quartieri Spagnoli e di via Sedil Capuano dove sono stati dipinti abusivamente i volti dei due ragazzi morti nel 2020, Ugo Russo e Luigi Caiafa, il primo a seguito dei colpi della pistola di un carabiniere, vittima del tentativo di rapina, il secondo di quelli di un poliziotto intervenuto per cercare di sventare la rapina. “Ma il murale dedicato a Ugo Russo – precisa il Comune – che i familiari ritengono non celebrativo, potrà essere rifatto con le dovute autorizzazioni”.