Il Tar non rinnova l'ordinanza di sospensiva per la rimozione del Murale di Ugo Russo ai Quartieri Spagnoli: si va all'udienza di merito. La decisione se cancellare o meno il dipinto, adesso, passa al Comune di Napoli, che potrebbe aspettare la sentenza del tribunale amministrativo, oppure decidere di anticipare i tempi. Ma dal Comitato Verità e Giustizia per Ugo Russo arriva un appello: “Non si proceda ad eseguire l'ordinanza prima di una conciliazione o di un giudizio di merito”. Una richiesta di trasparenza, per non lasciare ombre su una vicenda che ha suscitato dolore in tante famiglie.

Era il 29 febbraio dell'anno scorso, quando Ugo Russo, originario di vico Paradiso, fu ucciso a 15 anni nella zona di Santa Lucia da un carabiniere in borghese, di 23 anni, che reagì ad una tentata rapina. Pochi giorni dopo fu realizzato il murale contestato piazza Parrocchiella, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, non a scopo celebrativo, hanno sempre sostenuto i familiari e il comitato, ma come ricordo delle giovane vita spezzata troppo presto. Il Comune di Napoli aveva emanato un'ordinanza per la cancellazione del murale, perché non era stato autorizzato. Il comitato però ha fatto ricorso al Tar della Campania, che ha sospeso provvisoriamente l'ordinanza in attesa del giudizio. A seguito di diversi rinvii, poi, ieri i giudici amministrativi della Quarta Sezione non hanno confermato la proroga della sospensiva, che era in scadenza. Quindi adesso bisognerà aspettare l'udienza che deciderà nel merito.

Il comitato: “Si aspetti esito del ricorso”

“Si è tenuta un'udienza interlocutoria del Tar – sottolinea in una nota il comitato "Verità e Giustizia per Ugo Russo" – in attesa di arrivare al merito sul ricorso contro la cancellazione del murales in piazza Parrocchiella. Nel corso di questa udienza il giudice ha interrotto la sospensiva cautelare senza discuterla nel merito per un problema di natura procedurale legato al rinvio della precedente udienza sulla sospensiva del 17 marzo (in pratica la sospensiva sarebbe scaduta con quel rinvio per il codice di procedura amministrativa). Il rinvio dell'udienza del 17 marzo fu però richiesto dopo averlo concordato con la stessa giunta comunale che chiese un tempo congruo per valutare i margini di una conciliazione politico amministrativa sulla vicenda. Questo sia perché corrisponde  alla volontà politica del Sindaco e della Giunta, sia perché una decisione di merito aprirebbe probabilmente un grosso conflitto amministrativo non sul murales di Ugo Russo, ma sul complesso dell'arte muraria nel centro storico di Napoli”.

“Siamo perciò convinti – prosegue – che correttamente e coerentemente col fatto di aver condiviso quel rinvio per un confronto necessario oggi non si proceda ad eseguire l'ordinanza prima di una conciliazione o di un giudizio di merito. Cosa che corrisponde anche a un ragionevole comportamento amministrativo, dal momento che nulla cambia se si esegue l'eventuale cancellazione dopo che il Tar ha respinto la validità del ricorso, mentre eseguirla ora con una sentenza che invece dopo ci desse ragione esporrebbe il Comune di Napoli a inevitabili oneri risarcitori  della famiglia, del comitato e dei condomini (oltre che naturalmente alla possibilità immediata di rifare il murales).

"I murales sono edilizia libera"

“Nella discussione di merito – conclude il comitato – noi riteniamo il ricorso quanto mai fondato, tanto più dopo che la Soprintendenza ha definito il murales "un'opera decorativa" su un palazzo non vincolato esprimendo perciò per iscritto il suo benestare al procedimento in sanatoria previsto dall'ordinamento comunale. E dopo che su richiesta di visura del presidente del consiglio comunale è risultato che su nessuno dei principali murales del centro storico di Napoli è stata invece mai fatta una cila o aperta una qualche procedura di autorizzazione edilizia, ritenendoli (correttamente secondo noi) opere di edilizia libera (per fare esempi conosciuti da tutti, il San Gennaro di Jorit, i murales di piazza Sanità, Totò e Peppino, Bosoletti, Banksy, Mattia Fagnoni a Montesanto ecc ). Questi atti sono depositati nel procedimento. Il murales di Ugo è l'unico ad aver presentato infine una cila in sanatoria (pagandone la sanzione). Quindi in questo caso non si tratta di una "battaglia per la legalità" come alcuni scrivono, ma al contrario del tentativo di travestire una censura incostituzionale (perciò il provvedimento non va nel contenuto) di cavilli urbanistici e di un diritto speciale inventato ad hoc per questo murales ma che renderebbe assurdamente illegittimo un patrimonio d'arte muraria tra i primi dieci d'Europa. Cosa che noi per primi non vogliamo (alcuni di noi vengono per altro da un percorso legato all'arte muraria)”.