Multe a Napoli, la Consulta decide sulla legittimità di Obiettivo Valore. C’è un piano B con Municipia

Le multe stradali e le sanzioni amministrative per Tari e Imu a Napoli a rischio rimborso. Tutto è legato alla decisione della Corte Costituzionale sulla legittimità di Napoli Obiettivo Valore, la società di scopo costituita da Municipia che da giugno 2023 si occupa della riscossione coattiva di tasse e multe del Comune di Napoli, nell’ambito del Patto per Napoli siglato tra Governo e Comune. Il problema è che Nov non era iscritta all'albo degli agenti riscossori istituito presso il Ministero delle Finanze. Sono fioccati così i ricorsi degli avvocati tributaristi e dei giudici tributari sulla legittimità di Nov – che la società ha sempre ribadito con forza – e sulla regolarità di avvisi di accertamento e ingiunzioni. La questione, dopo una serie di rimpalli nelle aule giudiziarie, è finita alla Consulta. Il 24 febbraio scorso si è tenuta l'udienza. Il Comune di Napoli, a quanto apprende Fanpage.it, ha presentato le proprie controdeduzioni e adesso si è attesa della decisione dei giudici costituzionali.
L'assessore Baretta: "Presentate le controdeduzioni"
"Il ricorso è all'attenzione della Corte Costituzionale – spiega a Fanpage.it l'assessore al Bilancio, Pier Paolo Baretta – C'è stata l'udienza il 24 febbraio dove abbiamo presentato la controdeduzioni e siamo in attesa delle valutazioni della Consulta. La contestazione è sul soggetto che può riscuotere. C'è stato un ricorso che diceva che Nov noon ha diritto perché non era ancora iscritta all'albo, è intervenuta poi la legge e su quella c'è stato un ulteriore ricorso che oggi è in Corte Costituzionale, mentre la Cassazione ci ha dato ragione".
La Corte Costituzionale, quindi, potrebbe accogliere le tesi del Comune e confermare la legittimità di Napoli Obiettivo Valore, oppure respingerle. Ma per i cittadini cosa cambia?
"Se ci danno ragione non cambia nulla – precisa Baretta – andiamo avanti con Nov. Se ci dovessero dare torto, cambierà la modalità: invece di riscuotere Nov lo farà Municipia. Già adesso, dopo il primo ricorso, abbiamo affiancato Municipia a Nov. Mentre all'inizio c'era solo Napoli Obiettivo Valore. Per i cittadini non cambia nulla, chi ha pagato ha pagato".
C'è comunque il rischio che qualcuno possa chiedere il rimborso. È una possibilità che Baretta non esclude "per un periodo limitato". "Ma non cambia l'impostazione generale del problema", precisa.
Dalle riscossioni incassati 275 milioni in 3 anni
Quali sono i numeri delle multe? I dati delle riscossioni sono stati presentati in conferenza stampa giovedì 2 aprile. Grazie alla partnership con la società di progetto Napoli Obiettivo Valore, il Comune ha finalmente messo a regime la gestione delle entrate.In soli due anni e mezzo, sono state lavorate 1,8 milioni di pratiche per un valore di 1,6 miliardi di euro. Gli incassi complessivi hanno raggiunto i 275 milioni di euro, con punte di eccellenza nel recupero dell'evasione TARI (oltre il 28% di riscossione) e IMU (20 milioni di euro incassati). Accanto alla riscossione, l’Ente ha puntato sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare (con il fondo Invimit) e sulla riduzione strutturale dei fitti passivi, massimizzando ogni risorsa disponibile.
Il caso osservato dalla Corte dei Conti
La vicenda è sotto l'attenzione della Corte dei Conti della Campania, tanto che il Presidente della sezione giurisdizionale, Michele Oricchio, le ha dedicato un'ampia parte del suo discorso durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario il 6 marzo scorso, parlando di un "caso paradigmatico". "Il problema – scrive Oricchio – sorge dal fatto che “Municipia” – aggiudicataria della gara indetta dal comune di Napoli – ha costituito una società di progetto (NOV) di cui è unica socia, sottoscrivendo con la stessa un contratto siglato nel giugno 2023 per consentirle, in qualità di concessionaria, di procedere all’accertamento e alla riscossione coattiva di tributi quali IMU, TARI e più in generale di tutte le entrate comunali, nonostante non fosse iscritta all’apposito albo".
La questione è stata posta da alcuni giudici tributari aditi all’attenzione della Cassazione, per mezzo del cosiddetto rinvio pregiudiziale di cui all’articolo 363 bis Codice di Procedura Civile, uno strumento in grado di rimettere la questione alla Suprema Corte al fine di ottenere una pronuncia che sia di indirizzo per le sentenze dei giudici di merito". Cassazione che poi ha dato ragione al Comune, come detto.
"Ma prima che i supremi giudici potessero pronunciarsi – prosegue l'analisi del magistrato contabile – a febbraio del 2025 il Parlamento ha inserito all’articolo 3, comma 14 septies del “Milleproroghe 2025” una norma dichiaratamente interpretativa, che considera legittimi gli atti emessi da società di progetto partecipate da soggetti iscritti all’albo. Ma anche tale intervento non è bastato. Il giudice tributario partenopeo ha sollevato forti dubbi, stavolta di costituzionalità: norma estranea allo spirito del Milleproroghe, oscura e contraddittoria, tale da creare una concorrenza sleale sul mercato e, soprattutto, introdotta mentre i giudizi erano in corso, con il rischio di influenzarne l’esito e ha, perciò, ritenuto di sollevare questione di legittimità costituzionale della stessa che pende attualmente innanzi alla Consulta che ha già celebrato una prima udienza con cui ha ammesso l’intervento in giudizio del comune di Napoli". Per il presidente della Corte dei Conti, quindi, "è auspicabile che anche a questa poco edificante vicenda si giunga presto a porre la parola fine".