Dopo poco più di una settimana di ricovero in gravi condizioni in reparto Covid è morto il dottor Ernesto Celentano, medico di famiglia napoletano, contagiato dal coronavirus da un paziente mentre era al lavoro nel quartiere Secondigliano, nella periferia nord di Napoli. A renderlo noto è il medico Manuel Ruggiero, presidente di Nessuno Tocchi Ippocrate, con un post di cordoglio pubblicato sulla pagina Facebook dell'associazione. Il contagio, ha spiegato Ruggiero, sarebbe avvenuto "durante la rimozione punti a un suo assistito successivamente risultato positivo al Sars-Cov-2″. "Non abbiamo mai sperato in una nuova fake news come stavolta – ha aggiunto – invece è vero. Le nostre condoglianze alla famiglia di un medico che ha lottato in prima linea pagando questa scelta a caro prezzo".

I rischi per i medici di base erano stati più volte denunciati da Silvestro Scotti, presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli, che aveva in diverse occasioni richiamato l'attenzione sulla necessità di tutelare i professionisti sanitari che, in prima linea e per il tipo di lavoro che svolgono, sono maggiormente esposti al pericolo di contagio. Per il consigliere di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli "purtroppo gli operatori sanitari continuano a pagare un tributo altissimo in termini di contagi e di vite umane – ha detto Borrelli – in questa seconda ondata i numeri confermano che a essere esposti a maggiore rischio sono proprio colore che si trovano in prima linea a combattere il virus. È nostro dovere tutelare in special modo chi si deve prendere cura di noi con tutti i mezzi possibili, non solo garantendo a medici e infermieri i necessari dispositivi di protezione individuale e il rispetto dei protocolli anti Covid, ma soprattutto agendo in modo responsabile. Occorre che tutti prendano coscienza che il virus corre sulle nostre gambe e ogni qualvolta si mettono in campo comportamenti scellerati si mette a repentaglio la propria vita e quella altrui".

Il cordoglio del sindaco De Magistris

Sulla morte del dottor Ernesto Celentano si è espresso anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris: "Come tanti suoi colleghi e colleghe, nonché infermieri ed operatori sanitari tutti si rischia ogni giorno la vita. I medici e gli infermieri sono allo stremo e i cosiddetti medici di base sono la trincea di questa guerra sanitaria e continuano a combatterla con armi spuntate. A questi missionari va la solidarietà e il sostegno della città che esprime – mio tramite – il profondo cordoglio per la scomparsa di questo medico che donava agli altri assistenza e umanità" ha detto il primo cittadino partenopeo.