Morte Domenico Caliendo, un video conferma: cuore espiantato prima di controllare il nuovo organo

Il video, registrato da una perfusionista nel giorno del trapianto e acquisito dalla Procura di Napoli, dimostrerebbe che il cuore del piccolo Domenico Caliendo è stato espiantato prima di controllare lo stato di quello contenuto nella box e appena arrivato da Bolzano: si vedrebbe l'organo appoggiato su un tavolo, ancora pulsante, e il contenitore, ancora chiuso. Lo conferma a Fanpage.it l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo.
Le immagini sono state registrate alle 14.34 del 23 dicembre scorso, il giorno in cui il bimbo di due anni e mezzo del Nolano è stato sottoposto al trapianto nell'ospedale Monaldi di Napoli; il nuovo cuore, però, non è mai partito e il piccolo è rimasto collegato alle macchine per quasi due mesi, durante i quali le sue condizioni di salute sono peggiorate fino al decesso, il 21 febbraio. L'intervento sarebbe fallito, stando a quanto successivamente emerso, perché il cuore sarebbe stato danneggiato durante il trasporto da Bolzano, conservato con ghiaccio secco invece di quello naturale: i tessuti si sarebbero "bruciati" per l'eccessivo freddo.
I sanitari non indagati presenti nella sala operatoria quel giorno sono stati tutti ascoltati dai Nas e dalla Procura di Napoli, che hanno anche acquisito la relazione di servizio della Polizia Stradale di Napoli che ha scortato i sanitari arrivati a Napoli da Bolzano. Nell'inchiesta giudiziaria (pm Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci) il fattore dell'orario è fondamentale per capire se, effettivamente, le operazioni di espianto dell'organo, ovvero il punto di non ritorno di un trapianto di cuore, siano state avviate prima del check sul nuovo cuore.
Verso questa tesi vanno anche le dichiarazioni del coordinatore infermieristico Francesco Farinaceo, allegate alla richiesta di interdizione per falso a carico del chirurgo Guido Oppido (difeso dai penalisti Vittorio Manes e Alfredo Sorge) e della sua vice, Emma Bergonzoni (difesa dal professor Vincenzo Maiello), che sarà discussa la prossima settimana davanti al gip; i due medici vengono accusati di avere modificato gli orari dell'inizio del prelievo del cuore malato del bimbo nella cartella clinica. Entrambi figurano tra i sette medici a cui la Procura di Napoli contesta anche il reato di omicidio colposo in concorso.
Secondo il caposala, l'intervento sul piccolo Domenico sarebbe cominciato dopo una telefonata della dottoressa Farina, di ritorno da Bolzano, che avrebbe avvisato di essere nei pressi del Monaldi; il clampaggio della aorta sarebbe stato effettuato alle 14.18 e a quell'ora, prosegue Farinaceo, l'equipe che stava trasportando il nuovo organo non era ancora arrivata nell'ospedale.
Farinaceo ha aggiunto di essere sceso di persona a prendere il cuore, successivamente al clampaggio dell'aorta, e di averlo portato in sala operatoria alle 14.30. Dopo l'apertura del coperchio, si sarebbe accorto che l'organo era inglobato in un blocco di ghiaccio; per rimuoverlo avrebbero impiegato 15-20 minuti. A quel punto Oppido avrebbe deciso ugualmente di impiantarlo nonostante fosse ancora parzialmente congelato, anche se sarebbe stato convinto che non avrebbe funzionato.