Morte Domenico, Bolzano spiega gli errori di Napoli sull’espianto del cuore. Ancora nessuna menzione al ghiaccio secco

Come già anticipato qualche giorno fa da Fanpage.it, la Provincia Autonoma di Bolzano ha inviato una relazione al Ministero della Salute sulla vicenda del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di 2 anni e mezzo morto a due mesi di distanza da un trapianto di cuore fallito all'ospedale Monaldi di Napoli. Nella relazione, la Provincia Autonoma di Bolzano spiega le fasi del trapianto del cuore – espiantato all'ospedale San Maurizio – che è stato poi destinato al piccolo Domenico, evidenziando le criticità nella equipe del Mondali che ha eseguito il prelievo dell'organo, ma non menzionando mai il ghiaccio secco nel quale sarebbe stato conservato e trasportato il cuore e che lo avrebbe bruciato, rendendolo inutilizzabile, particolare che è al centro delle indagini sulla vicenda.
Le criticità del team del Monaldi secondo Bolzano
Innanzitutto, Bolzano, nella relazione, ha reso noto che dal donatore, oltre al cuore, destinato appunto a Domenico Caliendo, sono stati prelevati anche fegato e reni e che l'espianto, in questo caso, è stato realizzato da una equipe di Innsbruck, in Austria. La relazione dell'Alto Adige, poi, ha evidenziato tre criticità da parte del team di Napoli che ha eseguito l'espianto del cuore.
Innanzitutto, un drenaggio insufficiente in fase di perfusione, che ha causato una congestione di fegato e cuore, rendendo necessario un intervento del team di Innsbruck. Poi, una dotazione incompleta: le sacche e i contenitori sono stati forniti dalle equipe di Innsbruck e dall'ospedale di Bolzano; nella relazione, in questo senso, si fa riferimento anche al materiale refrigerante insufficiente, ma non si chiarisce, ancora una volta, la questione del ghiaccio secco. Infine, secondo la relazione, l'equipe di Napoli ha mostrato incertezza nella gestione dell'anticoagulazione.
In conclusione, la relazione di Bolzano ha evidenziato anche degli errori di comunicazione sull'esito del trapianto di cuore. Si evidenzia, infatti, come il follow up non sia pervenuto tempestivamente dall'ospedale Monaldi di Napoli e che in un primo momento, attraverso il Centro Nazionale Trapianti, l'esito del trapianto non era chiaro. Soltanto successivamente – si evidenzia ancora nella relazione – è stato comunicato che il cuore sarebbe stato trapiantato e successivamente espiantato per disfunzione primaria dell'organo.
La replica dell'ospedale Monaldi sull'utilizzo del ghiaccio
Nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 24 febbraio, la Direzione dell'ospedale Mondali di Napoli ha diramato una nota proprio sul nodo del ghiaccio secco che, secondo il nosocomio partenopeo sarebbe "elemento determinante nella causazione del danno e al quale sono ascrivibili le conseguenze successive". Sull'utilizzo di ghiaccio non idoneo, il Monaldi ha reso noto: "Viene richiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio. Il personale locale chiede se sia necessario ghiaccio sterile o non sterile; l’équipe di espianto riferisce di aver considerato tale distinzione non rilevante ai fini della conservazione".