Morte di Salvatore Calignano, il titolare: “Dici che ti hanno investito, ti paga l’assicurazione”
Emergono ulteriori dettagli dalle indagini sulla morte di Salvatore Calignano, l'operaio di 61 anni originario di Orta di Atella e ritrovato gravemente ferito a Caivano, dove si è spento poche ore dopo nonostante la corsa in ospedale. Un testimone avrebbe riferito agli inquirenti di aver sentito il datore di lavoro della vittima, arrestato questa mattina, dire al 61enne: "Non ti preoccupare, si risolve tutto", aggiungendo inoltre: "Se ti chiedono qualcosa dici che ti hanno investito e l'assicurazione ti paga". Parole che sono al vaglio degli inquirenti che, se confermate, andrebbero ad aggravare ulteriormente la posizione del 37enne, arrestato quest'oggi perché sembrerebbe aver regolarizzato l'uomo nelle ore successive all'incidente ma "anticipandola" di 24 ore rispetto all'accaduto.
Nelle indagini della Procura di Napoli Nord fondamentali sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza, nelle quali si vedrebbe lo stesso Salvatore Calignano sul tetto di un capannone con dei colleghi (uno dei quali avrebbe negato la circostanza agli investigatori) poco prima della caduta, in seguito alla quale gli stessi avrebbero poi recuperato gli effetti personali scendendo velocemente dal tetto. Smentita, al momento, l'ipotesi che il corpo sia stato trasportato altrove dopo l'incidente: il luogo della caduta è nelle immediate vicinanze dell'albero dove l'uomo è stato poi trovato, e la circostanza è stata "incrociata" anche con le testimonianze delle persone, estranee ai fatti, che hanno chiamato il 118 (telefonate acquisite dagli inquirenti) e dal gps dell'ambulanza giunta sul posto (anche quest'ultimo, acquisito dai magistrati).
Le reazioni di politica e sindacati
Sgomento e rabbia bipartisan dal mondo della politica dopo le notizie che trapelano dalle indagini di questi giorni. "La morte sul lavoro di Salvatore Calignano, operaio di 61 anni, accaduta a Caivano non può restare impunita", ha commentato Arturo Scotto, capogruppo del Partito Democratico in commissione Lavoro alla Camera, "l'arresto del suo datore di lavoro che lo ha assunto qualche ora dopo il tragico infortunio ci racconta di quanto il lavoro non conti più nulla e che si imbroglia persino sulla vita delle persone se serve a farla franca. La morte di un operaio senza alcuna copertura e senza alcun contratto", ha concluso Scotto, "è a tutti gli effetti un crimine contro l'umanità. E come tale va perseguito". Anche i sindacati attaccano: "Grazie al lavoro della Procura, ora sappiamo che non solo Salvatore, ma anche gli altri due operai al momento della tragedia, non erano regolarmente inquadrati", ha aggiunto Nicola Ricci, segretario generale Cgil Napoli e Campania, "Come abbiamo già ribadito, confermiamo la nostra vicinanza alla famiglia e ci costituiremo parte civile appena si aprirà il processo penale a carico dei responsabili di questo omicidio sul lavoro".