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Bambino morto dopo il trapianto del cuore danneggiato

Morte di Domenico, l’espianto avviato 12 minuti prima dell’arrivo del nuovo cuore: l’orario delle cartelle cliniche

Dalle cartelle cliniche mostrate da “Lo Stato delle Cose” si evince che le procedure per l’espianto del cuore di Domenico Caliendo sono cominciate prima che il nuovo organo arrivasse in sala operatoria.
A cura di Nico Falco
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Le operazioni di espianto del cuore di Domenico Caliendo sarebbero cominciate 12 minuti prima dell'arrivo del nuovo organo in sala operatoria: il dato, che si evince dagli orari contenuti nelle cartelle cliniche, si inserisce in un quadro di ricostruzioni non coincidenti intorno alla vicenda che ha portato alla morte del bambino di due anni, a cui è stato impiantato un cuore "bruciato", irrimediabilmente danneggiato durante il trasporto da Bolzano, dove era stato prelevato, all'ospedale Monaldi di Napoli, dove è stata effettuata l'operazione di trapianto.

Gli ulteriori elementi emergono dalla trasmissione "Lo Stato delle Cose", condotta da Massimo Giletti: durante il programma sono stati mostrati documenti ospedalieri relativi all'intervento chirurgico, datato 23 dicembre 2025. Tra gli atti c'è una cartella clinica redatta in sala operatoria, nella quale l'orario del clampaggio aortico, ovvero l'occlusione temporanea dell'aorta, fase cruciale dell'intervento, è stato fissato alle ore 14:18; lo stesso orario sarebbe riportato anche nella cartella anestesiologica. Secondo quanto emerso nel dibattito televisivo, però, il clampaggio sarebbe avvenuto in un momento successivo.

L'avvocato della famiglia di Domenico, Francesco Petrucci, ha richiamato un documento firmato dal dottor Oppido nel quale si indicherebbe che la cardiectomia (la rimozione chirurgica del cuore), sarebbe stata avviata dopo la cardioplegia (l'arresto indotto del cuore) alle 14.30. Sempre secondo quanto riferito, il nuovo organo sarebbe arrivato in sala operatoria intorno alle 14.30.

Se l'orario del clampaggio fosse confermato alle 14.18, questo significherebbe che alcune delle procedure per l'espianto e per il successivo trapianto sarebbero state avviate prima della disponibilità del nuovo organo. Gli elementi emersi nel corso della trasmissione sono ora al centro di verifiche e approfondimenti nell'ambito degli accertamenti già in essere sulla vicenda.

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