Minorenni alla guida, scappano dai carabinieri a 150 chilometri all’ora: “Non lo dite a papà”

Due storie quasi identiche, quelle andate in scena tra Napoli e provincia nella tarda serata di ieri, martedì 24 febbraio, che hanno entrambe per protagonisti dei minorenni e che raccontano la medesima tendenza alla violenza e all'illegalità, con comportamenti che vanno oltre una semplice bravata adolescenziale.
La prima storia si è verificata intorno alle 23, nel capoluogo campano, dove i carabinieri della compagnia Stella hanno intimato l'alt a una Fiat Panda: l'auto, però, non si è fermato, facendo scattare l'inseguimento, contraddistinto da manovre pericolose, come rotonde tagliate e guardrail abbattuti. L'inseguimento si è protratto per circa 30 minuti, fino a Villaricca, nella provincia partenopea, dove due degli occupanti dell'auto, dopo aver tentato una fuga a piedi, sono stati fermati dai militari: si tratta di due ragazzini di 14 e 15 anni, che sono stati arrestati e portati nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei. "Mamma non lo sa" dirà il figlio della proprietaria dell'auto, nella quale sono stati trovati anche un coltello e una mazza da baseball.
Più o meno contemporaneamente e nelle stesse zone, i carabinieri del Nucleo Operativo ancora della compagnia Stella, in piazza Capodichino, hanno intimato l'alt a una Bmw X6 che, anche in questo caso, non si è fermata all'alt. L'inseguimento, che ha raggiunto anche punte di 150 chilometri all'ora, è terminato in corso Secondigliano: a bordo dell'auto, i carabinieri hanno accertato la presenza di 6 ragazzini, tutti minorenni; alla guida un 16enne, che ha pregato i carabinieri di non raccontare la vicenda al papà.