Maxi incendio a Pompei: arrestato dipendente della vicina pompa di benzina

Un uomo è stato arrestato per il maxi incendio dello scorso agosto a Pompei (Napoli), quando le fiamme, partite da un capannone, bruciarono per otto giorni e causarono la distruzione di tredici strutture contenenti indumenti e altri residui di lavorazione tessile che erano sotto sequestro; si tratta di un 50enne del posto, che lavora nel distributore di carburante attiguo all'area dei capannoni.
L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della locale Procura, è stata eseguita questa mattina, 2 febbraio, dai poliziotti del commissariato di Pompei. L'indagato è stato portato nel carcere di Poggioreale, a Napoli.
L'incendio a Pompei ad agosto
L'incendio risale al 6 agosto. Le fiamme avevano interessato un capannone in cui erano stipati materiali tessili e residui di lavorazione. Il fuoco si era rapidamente esteso agli altri capannoni e, alla fine, ne aveva distrutti 13; le temperature estremamente elevate avevano reso impossibile avvicinarsi al sito dell'incendio, per spegnere il rogo erano state impegnate numerose squadre dei Vigili del Fuoco e gli interventi erano andati avanti fino al 14 agosto. Complessivamente le fiamme avevano distrutto un'area di 3.640 metri quadrati.
Il video dell'innesco: 20 secondi per bruciare tutto
Nel corso delle indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, erano state acquisite anche le registrazioni di alcune telecamere di sorveglianza. Come aveva anticipato Fanpage.it, in uno dei video si vedeva il momento dell'innesco: un uomo aveva appiccato le fiamme alle sterpaglie vicine, il fuoco aveva raggiunto l'edificio in qualche minuto e lo aveva avvolto completamente in una ventina di secondi, circostanza che aveva fatto pensare che potesse essere stato versato all'interno del liquido infiammabile.
Il sequestro dei capannoni
Il deposito era stato sequestrato nel 2021 dalla Guardia di Finanza e, nello stesso periodo, anche dalla Polizia di Stato. Solo quattro giorni prima del rogo era stato notificato al proprietario l'ordine di svuotamento, che l'imprenditore avrebbe dovuto eseguire a proprie spese.