Sale sul marciapiede del nuovo lungomare di Napoli ma non può scendere: la denuncia di Chiara in carrozzina
Un marciapiede sul quale è possibile salire, ma dal quale non si può scendere. Una pista ciclabile delimitata da un cordolo che diventa un ostacolo per chi si sposta in carrozzina. E persino percorsi tattili destinati alle persone non vedenti che terminano davanti a cancelli e fioriere. Succede sul nuovissimo lungomare di Napoli, appena rifatto, nel tratto di via Nazario Sauro. A denunciare la situazione è Chiara Magaddino, 35 anni, psicologa napoletana, che ha pubblicato su Instagram un video per mostrare le difficoltà incontrate durante una semplice passeggiata.
Nel filmato, girato di sera, Chiara percorre il lungomare sulla sua carrozzina elettrica e documenta gli ostacoli. «Sono salita sul marciapiede pochi metri più indietro e ora dovrei scendere», racconta, mostrando però che nel punto in cui vorrebbe attraversare non esiste uno scivolo. «Praticamente io per scendere dovrei tornare al punto in cui sono salita, perché non c'è la possibilità di scendere», spiega. L'alternativa sarebbe percorrere un tratto di carreggiata interessato dal passaggio delle automobili oppure scegliere il marciapiede opposto, dal quale, però, raggiungere i ristoranti diventa complicato per la presenza del cordolo della pista ciclabile. «Vi faccio vedere quanto sono stati inclusivi e innovativi questi lavori di ristrutturazione. Hanno fatto lavori nuovi, ma non hanno pensato alle persone con disabilità», commenta con amarezza.
Contattata da Fanpage, Chiara spiega che le difficoltà non sono cominciate sul lungomare. «Ero andata a fare una passeggiata e già, passata piazza del Plebiscito ho trovato dei cassonetti della spazzatura che occupavano metà dello scivolo. Ho dovuto fare lo slalom». Il problema più evidente, però, è arrivato nella zona appena riqualificata. «Trovo aberrante che siano stati fatti lavori di nuova costruzione e che io possa salire su un marciapiede senza avere poi la possibilità di scendere. Da una parte c'è lo scivolo, dall'altra no. Sono dovuta tornare indietro». La giovane professionista napoletana sottolinea anche la distanza tra i punti di attraversamento della pista ciclabile, delimitata da un cordolo. «Per un pedone che cammina è una cosa di cui magari non ci si accorge. Io invece sì. Se voglio raggiungere il lungomare e andare in un ristorante devo fare un giro lunghissimo. È stato studiato malissimo». Non si tratta, spiega, di un episodio isolato: «Io mi trovo molto in difficoltà nella zona storica della città. Lo dico sempre: se le persone si trovassero a vivere le difficoltà di una persona con disabilità, allora capirebbero».
I percorsi per non vedenti che finiscono contro gli ostacoli
Nel video Chiara segnala anche un altro problema. Non riguarda direttamente la sua mobilità, ma quella delle persone con disabilità visiva. La psicologa mostra infatti i percorsi tattili presenti sulla nuova pavimentazione. In un punto le indicazioni a terra terminano davanti a un cancello, mentre sul marciapiede opposto il percorso arriva in corrispondenza di una fioriera. «La stessa cosa è stata fatta sul marciapiede di fronte», osserva nel filmato, accompagnando gli spettatori a vedere dove terminano le indicazioni per le persone non vedenti.
La denuncia arriva mentre è ancora in corso la riqualificazione complessiva del lungomare di Napoli, un intervento da circa 13,5 milioni di euro che interessa via Nazario Sauro e via Partenope. Come già raccontato da Fanpage, il termine previsto per i lavori è il 30 novembre 2026, con ulteriori operazioni di finitura nelle settimane successive. Chiara, però, pone una questione che riguarda anche le parti già rifatte: la necessità di verificare concretamente l'accessibilità dei percorsi, non soltanto la presenza di marciapiedi nuovi, piste ciclabili e pavimentazioni rinnovate. Il suo video si conclude con un appello ai responsabili dell'intervento: «Chiedo a chiunque abbia realizzato questo progetto di rimediare a tutti questi errori che rendono la mobilità e la vita delle persone con disabilità ancora più complessa di quanto non sia già».