Lo spacciatore licenziato in una settimana: non “idoneo” dopo il periodo di formazione

Era stato assoldato per sostituire un altro membro del gruppo appena arrestato, ma, nonostante gli insegnamenti, anche una sorta di "tutoraggio", non si era dimostrato all'altezza. E così la sua esperienza "lavorativa" si era conclusa dopo appena una settimana: avevano preferito mandarlo via piuttosto che aspettare che lo arrestassero per poi dovergli assicurare il sostentamento. Episodio curioso che emerge dall'ordinanza eseguita oggi, 17 marzo, dai poliziotti del commissariato di Secondigliano e che riguarda la piazza di spaccio di cocaina del rione Berlingieri, gestita da un gruppo collegato al clan Licciardi.
I fatti risalgono al 10 gennaio 2023. A parlare, intercettati, sono il ragazzo, aspirante spacciatore, e due membri del gruppo: Antonio Bruno, alias Tonino 111, ritenuto gestore della piazza di spaccio, e Ciro Cardaropoli (entrambi tra i destinatari dell'ordinanza eseguita oggi). Il problema è la sostituzione di Antonio Gemei (anche lui tra i destinatari), all'epoca appena arrestato, descritto come personaggio con lunga esperienza nella vendita di stupefacenti.
I due danno dei consigli al ragazzo, rimproverandolo per alcuni atteggiamenti che, a loro dire, lo avrebbero portato facilmente in carcere: si sarebbe avvicinato ai clienti senza aspettare di essere contattato da loro, avrebbe venduto gli stupefacenti in un luogo facilmente controllabile dalla strada e non avrebbe tenuto d'occhio le vie di fuga. Il giovane abbozza, accetta i consigli, cerca di giustificarsi. E, con le dovute proporzioni, sembra di assistere a un vero tutoraggio sul posto di lavoro. Nonostante le raccomandazioni, però, a quanto pare il giovane non si dimostra all'altezza e così viene "licenziato" dopo appena una settimana. E viene cambiato il sistema di vendita: non più un pusher che aspetta in strada, ma i clienti vengono indirizzati da un complice verso un luogo appartato dove i due li raggiungono.