Liste d’attesa in Campania, la Regione cambia la cabina di regia: fuori i manager di Asl e ospedali

La cabina di regia regionale sulle liste d'attesa nelle strutture ospedaliere in Campania cambia pelle. Non nasce nulla di nuovo, ma la struttura viene riscritta e il segnale è politico prima ancora che tecnico: fuori dal tavolo i direttori generali delle aziende sanitarie, dentro solo la filiera dirigenziale della Regione.
Nel 2025, quando l'Unità centrale di «gestione dell'assistenza sanitaria e dei tempi e delle liste di attesa» fu istituita per recepire le norme nazionali, la composizione era mista: vertici regionali e manager delle grandi aziende del Servizio sanitario. Il testo parlava esplicitamente di componenti «e da rappresentanti delle aziende del Servizio sanitario regionale» e li elencava uno per uno: dg dell'Azienda ospedaliera Cardarelli; direttore dell'Asl Napoli 1 Centro, dell'Asl Salerno e così via.
Con la delibera di aggiornamento approvata dalla giunta guidata da Roberto Fico (che ha voluto tenere la delega alla sanità) quell'impianto sparisce. La nuova composizione non richiama più alcun rappresentante aziendale e si concentra su figure apicali interne all’amministrazione regionale, ridisegnate dopo la riorganizzazione degli uffici e l’uscita del precedente responsabile unico. La regia resta al vertice politico, ma la catena operativa si accorcia e diventa tutta interna.
L'obiettivo è semplice: separare chi controlla da chi viene controllato. L'Unità di gestione ha come compito quello di monitorare volumi, tempi d'attesa, adempimenti e criticità delle strutture sanitarie. Tenere i direttori delle strutture nello stesso organismo rischiava di trasformare il controllore in parte in causa. Dunque la politica regionale si riprende la regia piena dello studio su cosa non va nelle liste d'attesa. Se ciò basterà a ridurle davvero, quello è un altro capitolo.