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17 Giugno 2021
19:35

Le ecoballe della Campania nello Stir di Caivano, De Luca: “Libereremo la regione per sempre”

De Luca promette di liberare “per sempre” la Campania dalle ecoballe: sono oltre 3 milioni quelle presenti in regioni. Da oggi via alla trasformazione nello Stir di Caivano, ad un ritmo di 400mila tonnellate l’anno, mentre nel 2022 potrebbe partire anche quello di Giugliano. “Uno sforzo gigantesco”, il commento di De Luca.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Trasformare le ecoballe in combustile negli impianti Stir di Caivano e Giugliano, con l'obiettivo è dire addio alle ecoballe della Campania una volta per sempre. Queste le intenzioni annunciate dal presidente della regione Vincenzo De Luca, intervenuto quest'oggi proprio nell'impianto di Caivano, dove è partita quest'oggi la prima linea per la trasformazione delle ecoballe "in combustibile secondario solido, che dovrà essere utilizzato nelle centrali elettriche o in altri impianti di termovalorizzazione nel resto d'Italia", ha spiegato De Luca.

Quella sulle ecoballe è una storica questione in Campania, che ancora oggi ne conta oltre 3 milioni sul proprio territorio, dopo averne "esportate" circa un milione fuori regione. "Si tratta di uno sforzo gigantesco", ha aggiunto ancora De Luca, "perché il mercato dei rifiuti si è chiuso in tutto il mondo". Con lo Stir di Caivano, si potrà lavorare ad un ritmo di 400mila tonnellate l'anno secondo le previsioni di De Luca, mentre non prima del prossimo anno si potrà partire con l'altro impianto di Giugliano che "servirà a ridurre di un terzo le multe dell'Unione Europea", ha spiegato il presidente regionale. L'Italia, infatti, paga attualmente una multa da 130mila euro al giorno proprio per la questione, che dura ormai da 30 anni, delle ecoballe campane che hanno portato alla sanzione per reato ambientale.

Appena un mese fa, proprio per la questione delle ecoballe e della raccolta differenziata, venne indagato dalla Procura di Napoli lo stesso presidente Vincenzo De Luca, assieme al vicepresidente regionale Fulvio Bonavitacola, l'assessore all'Ambiente del Comune di Napoli Raffaele Del Giudice, e a vari funzionari delle aziende partecipate Asia e Sapna. Inchiesta per la quale, spiegò l'avvocato di De Luca, non era ancora stato ricevuto lo scorso fine maggio alcun avviso di garanzia: i reati ipotizzati furono quelli di omissione di atti di ufficio in relazione al mancato smaltimento delle "ecoballe" e anche in relazione al mancato commissariamento degli enti inadempienti agli standard imposti dalla Ue.

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