La situazione di mercoledì 3 febbraio sul Coronavirus in Campania

Assembramenti in strada nel fine settimana e poche mascherine da una parte. Scuole che riaprono tra mille proteste ed altre che chiudono alla didattica in presenza per una, due e perfino quattro settimane. Inizia un mese di febbraio rovente per la Campania, incastrata tra una curva di contagi che sembra ormai aver definitivamente smesso di scendere ed una percezione del pericolo pandemico, specie tra i più giovani, decisamente bassa.
Anche il presidente della regione, Vincenzo De Luca, ha tuonato: "Siamo in zona gialla da settimane ma non è un regalo, se facciamo gli squinternati tra una settimana chiudiamo tutto. Tenetevi le mascherine pure quando andate a dormire, e lo dico ai giovani: chi si toglie la mascherina non è un fenomeno, ma un imbecille fenomenale". Le immagini, simili a quelle del resto d'Italia, di un fine settimana all'insegna degli assembramenti e soprattutto delle mascherine assenti o portate sotto il mento (e dunque totalmente inutili) hanno fatto infuriare e non poco il presidente De Luca, che in vista di Carnevale e San Valentino starebbe già pensando ad una ordinanza ad hoc.
Ieri intanto sono stati 919 i nuovi positivi ai tamponi di Coronavirus in Campania: tasso di positività che, dopo la brusca risalita delle ore precedenti, fa registrare un calo attestandosi attorno all'8,3% circa. Ma si registra una nuova impennata di decessi: 38 in 24 ore, che porta la Campania ormai ad un passo da quota 4mila decessi. Numeri che seguono quelli mensili di gennaio, che ha visto complessivamente oltre 30mila nuovi casi di positività al Coronavirus in Campania, assieme a 901 decessi. Gennaio che, se da un lato ha visto le terapie intensive in lieve ribasso (7 persone in meno) ha visto un incremento di 78 persone ricoverate nelle terapie ordinarie, con un tasso di positività medio pari a circa il 13% in regione.

