La nuova truffa della targa clonata: come funziona e chi ne è vittima

Si presenta come un controllo di routine delle forze dell'ordine, ma è una truffa ben organizzata che prende di mira soprattutto le persone anziane. È la cosiddetta truffa della targa clonata, un raggiro che negli ultimi giorni sta emergendo con particolare frequenza e che avrebbe origine da una banda con base a Napoli.
Il meccanismo è sempre lo stesso che abbiamo visto già in altre occasioni e si basa su due caratteristiche: creare un'urgenza su cui intervenire e convincere la vittima a esporsi, in questo caso mostrando oggetti preziosi. L'anziano preso di mira riceve una telefonata da un falso appartenente alle forze dell'ordine: carabinieri o polizia, a seconda dei casi. L'interlocutore informa che l'auto della vittima risulta coinvolta in una rapina appena avvenuta, perché la targa del veicolo sarebbe stata clonata e utilizzata da una banda. Per questo motivo, spiega il truffatore, è necessario verificare che il proprietario dell'auto sia estraneo ai fatti. Poco dopo la telefonata, alla porta di casa si presenta un complice, che si qualifica a sua volta come appartenente alle forze dell'ordine.
Dal raggiro al furto in casa
L'uomo chiede di visionare i gioielli custoditi in casa per accertare che non coincidano con quelli rubati durante la rapina. Fingendo di redigere un verbale, annota caratteristiche e descrizioni dei monili. Il momento chiave arriva quando la vittima viene invitata ad allontanarsi, ad esempio per recuperare un documento o un foglio utile alla verbalizzazione. In quell'istante il finto agente si impossessa dei gioielli e scappa.
Nel frattempo, un altro componente della banda resta al telefono con l'anziano, fornendo spiegazioni sull'assenza del collega e invitandolo a recarsi in caserma per completare le procedure. La chiamata viene interrotta solo quando la vittima è ormai in auto, nei pressi di un commissariato o di una caserma. A quel punto i truffatori spariscono definitivamente, insieme ai preziosi.
Secondo quanto emerso, i truffatori sarebbero particolarmente abili nel rendere credibile il raggiro: utilizzano un linguaggio formale, simulano procedure ufficiali e sarebbero in grado di imitare diversi dialetti italiani, adattando il tono alla provenienza della vittima. Le persone più colpite restano gli anziani, spesso soli in casa e più inclini a fidarsi di chi si presenta come rappresentante delle istituzioni. Le forze dell'ordine ricordano che nessun controllo di questo tipo viene effettuato telefonicamente o con visite a domicilio e invitano a segnalare immediatamente chiamate sospette ai numeri di pronto intervento, 113, 112, 115.