La mamma del bimbo di Napoli “è rassegnata” dopo lo stop al nuovo trapianto di cuore

Si è rassegnata la madre del bimbo ricoverato all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore non riuscito. Lo ha fatto sapere l'avvocato Francesco Petruzzi, che cura gli interessi della donna. La rassegnazione è arrivata dopo il parere negativo del consulto tra esperti provenienti dalle principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico, oggi tutti riuniti all'Azienda ospedaliera dei Colli.
A sedersi attorno un tavolo c'erano Carlo Pace Napoleone dell'ospedale Regina Margherita di Torino, Giuseppe Toscano dell'Azienda ospedaliera dell'Università di Padova, Amedeo Terzi dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Rachele Adorisio e Lorenzo Galletti dell'ospedale Bambino Gesù di Roma e Guido Oppido dell'ospedale Monaldi di Napoli, il cardiochirurgo che ha effettuato il primo trapianto sul bambino. Tutti riuniti, e alla fine il parere è stato univoco: no ad un nuovo trapianto.
Il bimbo resta ora ricoverato in ospedale, attaccato a un macchinario che lo tiene in vita. Sono passati quasi 60 giorni dall'operazione, e gli altri organi iniziano a danneggiarsi a sua volta. Le inchieste della magistratura sono in corso: bisognerà accertare cause e responsabilità di una vicenda che ha commosso tutta l'Italia. Al momento sono sei gli indagati, ma presto la lista potrebbe farsi più lunga. Ora però per la madre è il momento più difficile: quello della rassegnazione dopo il parere negativo dei medici giunti da tutta Italia, nella speranza che potessero dare il via libera ad un nuovo trapianto. Ieri si era accesa la speranza, con l'arrivo di un cuore compatibile che ora andrà ad un altro bimbo in attesa.