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Presidenza Fico in Regione Campania

La Campania ha scritto le regole per concedere il patrocinio della Regione

Fino ad oggi non c’era un disciplinare unico: il patrocinio morale e l’uso del logo erano gestiti in modo informale e opaco. Adesso la giunta ha fissato criteri chiari.
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La giunta regionale, nella seduta del 10 aprile 2026, approva un disciplinare unico per il patrocinio morale e per l’uso del logo istituzionale della Regione Campania. Finora non c'era un disciplinare dedicato e che serviva per garantire trasparenza, imparzialità e coerenza istituzionale.

Da adesso il patrocinio morale non dovrebbe più essere una faccenda opaca o gestita solo in via informale, ma incardinata dentro criteri scritti: viene definito come una «forma di adesione non onerosa della Regione» a iniziative «ritenute meritevoli», di norma svolte in Campania e su temi di interesse regionale. Non è un contributo economico, non comporta soldi, sussidi o coperture di spesa. Una sorta di "benedizione istituzionale".

Che cosa può essere patrocinato? La delibera approvata venerdì è chiara. Eventi, mostre, convegni, congressi, spettacoli, iniziative sportive, pubblicazioni a stampa occasionali, prodotti multimediali o digitali, corsi, seminari e workshop con finalità divulgative e socio-culturali. Però con un limite chiaro: devono contribuire a promuovere l'immagine della Regione e devono essere coerenti con i principi statutari richiamati nel provvedimento.

Che cosa resta fuori? Qui il testo è piuttosto netto. Niente patrocinio a iniziative politiche promosse da partiti o movimenti politici. Niente iniziative commerciali, anche indirettamente finalizzate a vendere o promuovere beni e servizi. Niente attività professionali o formative che escano dalla programmazione regionale. Niente pubblicazioni o prodotti digitali destinati alla commercializzazione. E soprattutto: è esclusa la finalità lucrativa.  Se c’è business, propaganda o marketing mascherato, il patrocinio non dovrebbe passare.

Anche sui soggetti ammessi il disciplinare mette dei paletti. Possono chiedere il patrocinio enti pubblici, università, comuni, province, città metropolitane, comunità montane, ma anche associazioni, fondazioni, comitati e organizzazioni private, purché abbiano rappresentatività e non perseguano fini di lucro. Sono invece esclusi gli enti già riconducibili all’organizzazione o alla struttura amministrativa regionale. E chi fa domanda deve dichiarare che l’iniziativa non ha finalità di propaganda o proselitismo.

La procedura è abbastanza classica, ma adesso è scritta nero su bianco. La domanda va indirizzata solo al presidente della Giunta regionale, inviata via posta elettronica «almeno 30 giorni prima dell’evento», usando il modello disponibile sul sito istituzionale.

La decisione finale spetta comunque al presidente della giunta. Questo è un punto importante: il disciplinare organizza il procedimento, ma non toglie la discrezionalità politica finale. Il patrocinio resta concesso caso per caso e solo per singole iniziative. In più, il testo si tiene una valvola elastica: il presidente può concederlo anche per eventi non programmati o circostanze eccezionali. Tradotto: regole sì, ma margine di manovra pure.

Poi c’è il capitolo logo, che spesso è il vero nodo, perché il logo istituzionale vale reputazione e legittimazione pubblica. Il suo utilizzo non è automatico: deve essere richiesto espressamente ed è limitato alle iniziative di particolare apprezzamento. Deve deve essere tenuto distinto da sponsor o marchi commerciali. Inoltre, chi ottiene il patrocinio deve scrivere «con il patrocinio della Regione Campania» vicino al logo in tutti i materiali di promozione. Se il logo viene usato online, è la Regione a definirne anche la durata temporale.

Infine ci sono i controlli e le sanzioni, che sono la parte meno ornamentale e più interessante. Il beneficiario deve comunicare eventuali variazioni sostanziali del progetto. Il patrocinio può essere revocato se emergono incoerenze con i criteri regionali o con i principi statutari.

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