Iran, attacco Israele-USA. Ragazze napoletane bloccate a Dubai: “All’improvviso abbiamo sentito dei boati”

Dopo l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, boati e incendi causati dai missili anche a Dubai, dove molti italiani sono rimasti bloccati a causa del collasso del traffico aereo internazionale. Tra loro c’è la napoletana Federica Borrelli che ha raccontato a Fanpage.it la sua esperienza.
A cura di Beatrice Barra
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Avviso di emergenza arrivato alle persone che si trovavano a Dubai al momento dei raid Iraniani sulle basi statunitensi nel Golfo
Avviso di emergenza arrivato alle persone che si trovavano a Dubai al momento dei raid Iraniani sulle basi statunitensi nel Golfo

"Intorno alle 17, ora locale di qua, eravamo sulla spiaggia di Dubai Marina  e all'improvviso abbiamo sentito dei boati, abbiamo alzato lo sguardo al cielo e c'erano praticamente tutte queste nuvolette di fumo. Eravamo nel panico più totale, proprio fisicamente abbiamo avuto in un colpo", a raccontarlo a Fanpage.it è Federica Borrelli, una ragazza napoletana che si trovava in vacanza con le amiche a Dubai. La città simbolo del lusso è stata colpita dai raid iraniani – in queste ore diversi missili sono stati lanciati sulle basi statunitensi nel Golfo – in risposta alle operazioni militari di Israele e Stati Uniti che hanno portato anche all'uccisione della Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamene.

Nella giornata di ieri, 28 febbraio, "un detrito di un missile ha causato un incendio". Federica racconta a Fanpage.it che un loro amico "era proprio lì e se l'è visto passare proprio sulla testa. C'è stato il panico. Lui che vive qui ci ha detto che questa non sicurezza è una cosa che non esiste a Dubai e che sicuramente non saremmo riuscite a partire [il primo marzo, ndr]".

Questi attacchi, infatti, hanno causato il collasso del traffico aereo internazionale, la chiusura dell'aeroporto e la cancellazione dei voli programmati almeno fino alle 15 di domani, 2 marzo.

"Il momento di panico più totale – spiega Federica a Fanpage.it – è stato ieri sera verso le undici, undici e trenta. All'improvviso suona l'alert del cellulare e arriva un messaggio in cui c'è scritto di recarsi in un luogo sicuro o comunque di allontanarsi dalle finestre e dai vetri. Contemporaneamente abbiamo sentito tre, quattro, cinque, sei boati che si susseguono". A quel punto Federica e le amiche, così come gli altri ospiti dell'hotel, si sono recate nella hall che "piano piano si è affollata, c'erano i bambini che piangevano, la situazione era abbastanza ansiogena".

Dopo essere rimaste nella hall dell'albergo fino alle 4 del mattino, visto che non si sentivano boati da un po', molti ospiti – tra cui Federica e le amiche – sono risaliti nelle proprie camere. Hanno dormito un paio d'ore, ma quando la mattina seguente sono scese a fare colazione, hanno sentito altri boati: "Ovviamente un'altra volta il panico generale. Noi eravamo al 16esimo piano, ci siamo fatte spostare a un piano più basso perché ovviamente non è consigliabile prendere gli ascensori". 

Persone nella hall dell’hotel a seguito degli attacchi missilistici che hanno colpito Dubai
Persone nella hall dell’hotel a seguito degli attacchi missilistici che hanno colpito Dubai

La gente del posto, così come il personale dell'hotel, "un po' minimizzano, quando abbiamo chiesto se ci fosse un piano di evacuazione ci hanno riso in faccia, per loro è normale, dicono che non stanno attaccando qui e che le cose [gli attacchi missilistici, ndr] sono solo di passaggio, quindi non ci abbiamo preoccupare di niente.". Molti turisti, invece, sono andati nel panico e hanno iniziato a prendere trolley e chiamare taxi, "ma non so per andare dove, visto che comunque il traffico aereo l'hanno chiuso ufficialmente sicuramente fino alle tre di domani, ma probabilmente ci sarà una proroga di questa cosa". 

I familiari di Federica, così come molti italiani che si trovano a Dubai in vacanza o perché residenti lì, hanno provato a contattare la Farnesina, ma "le linee sono completamente intasate". Dopo 12 ore ci sono riusciti tramite l'agenzia di viaggi, ma la risposta è stata che "l'unica cosa che possiamo fare in questo momento è scaricare un'app che si chiama Viaggiare Sicuri – servizio gestito dall'Unità di crisi "pensato e sviluppato perfavorire scelte di viaggio consapevoli e responsabili", come riportato sul sito – dove praticamente ci localizzano e sanno dove ci troviamo, ma non possono fare altro perché al momento non c'è  possibilità di rientrare in Italia in nessun modo".

Quello che terrorizza, come spiega Federica a Fanpage.it ,è il pensiero di essere bloccati lì e che "se chiami la Farnesina non ti sanno dire quando rientrerai".

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