Investono e rapinano un anziano a Secondigliano, presi. Uno aveva causato la morte di un turista nel 2011
Lo hanno pedinato, hanno cercato di farlo accostare e, quando lui ha tentato di scappare, lo hanno tamponato, facendolo cadere dalla bicicletta. E, a quel punto, lo hanno minacciato: "Non ti muovere! Ti ammazzo! Dammi i soldi!". E, che avesse dei contanti in tasca, lo sapevano bene: lo avevano individuato col "filo di banca". Vittima un 73enne, finito nel mirino del rapinatori il 24 luglio scorso a Secondigliano, Napoli Nord. Per quella vicenda sono scattati oggi gli arresti, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare del gip di Napoli su richiesta della Procura. In manette Antonio Imperatore, 31 anni, e Salvatore Scippa, 48 anni.
Scippa era stato già coinvolto in un caso simile, con conseguenze ben peggiori: nel maggio 2011 era stato arrestato per la rapina ai danni di un turista americano, Oscar San Antonio Mendoza, 66 anni, aggredito da due persone nei pressi del Porto di Napoli, appena sbarcato dalla nave da crociera "Celebrity Solstice". Nel tentativo di strappargli il Rolex i due rapinatori lo fecero cadere e sbattere violentemente la testa; l'uomo venne portato in ospedale, dove morì dopo 9 giorni di agonia.
Il provvedimento del gip del Tribunale di Napoli è stato eseguito questa mattina, 2 ottobre, dalla Polizia di Stato e arriva a seguito delle indagini svolte dalla Squadra Investigativa ed Operativa del Commissariato di Secondigliano (all'epoca dei fatti diretto dal vicequestore aggiunto Tommaso Pintauro e, dal 28 settembre, dal commissario capo Alessandro Petrazzuolo) e coordinate dalla Procura.
Il 24 luglio il 73enne, hanno ricostruito gli investigatori, aveva ritirato mille euro dall'ufficio postale di via del Cassano e stava tornando a casa in bicicletta elettrica. Arrivato nella strada comunale Cupa d'Arco, si era accorto di una Fiat Panda che lo seguiva a breve distanza. L'automobile gli aveva tagliato la strada e lo aveva costretto a fermarsi. A quel punto l'uomo, capito cosa stava accadendo, aveva tentato di scappare. Una fuga finita poco dopo, in via Aspromonte, quando la vettura lo aveva tamponato da dietro, facendolo cadere rovinosamente a terra, e uno dei due, sceso dall'auto, lo aveva minacciato e gli aveva strappato dalla tasca i soldi e il telefono; l'uomo era stato portato in ospedale e dimesso con prognosi di otto giorni per traumi e contusioni.
Dalle indagini è emerso che si era trattato di un "filo di banca". Nelle immagini della videosorveglianza si vede un uomo che è vicino al 73enne e che, rileva il giudice nell'ordinanza, non effettua nessuna operazione ma si limita a comunicare costantemente con qualcuno all'esterno; le telecamere lo riprendono anche quando, subito dopo il prelievo, torna in strada ed entra nell'automobile del complice.
Durante l'inseguimento i rapinatori hanno tenuto il portellone posteriore sollevato, per evitare che la targa venisse letta dalle telecamere. Grazie alle indicazioni fornite dalla vittima e alla videosorveglianza pubblica, però, i poliziotti hanno identificato il veicolo e, di conseguenza, il guidatore: la Panda è stata intercettata tra le strade di Secondigliano e alla guida c'era Salvatore Scippa, risultato essere utilizzatore abituale della vettura.
La chiusura del cerchio è arrivata esaminando i profili social di Scippa. Esaminando i suoi contatti online su Tiktok sono arrivati al profilo di Antonio Imperatore, identificato, per fisionomia e per i numerosi tatuaggi, nell'uomo che era nell'ufficio postale accanto al 73enne.
Per il gip i due, nel pianificare la rapina e nel metterla a segno in pieno giorno in un centro abitato, hanno mostrato una "spiccata indole criminale" e una "stigmatizzabile spregiudicatezza", tali da ritenere che, se lasciti liberi, "commetteranno reati della stessa specie di quelli per cui si procede": da qui, la decisione, per entrambi, della custodia in carcere.