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Inchiesta Coop Salerno: assolto Nino Savastano, condannato a 2 anni Fiorenzo Zoccola

Condannato in primo grado Fiorenzo Zoccola, detto Vittorio, per turbativa d’asta; assolto dall’accusa di corruzione Giovanni Savastano.
A cura di Nico Falco
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Giovanni Savastano, detto Nino
Giovanni Savastano, detto Nino

È stato assolto dall'accusa di corruzione Giovanni "Nino" Savastano, ex assessore del Comune di Salerno e già consigliere regionale, rimasto coinvolto nell'inchiesta che travolse il Municipio nell'ottobre 2021; la sentenza è stata emessa dal Tribunale di Salerno. Riconosciuto colpevole di turbativa d'asta, invece, e condannato a due anni, Fiorenzo "Vittorio" Zoccola, per gli inquirenti il dominus delle società che, per anni, hanno gestito il verde pubblico a Salerno; la sentenza, di primo grado, potrebbe essere impegnata dai suoi legali (Giuseppe Della Monica e Gaetano Manzi) una volta lette le motivazioni.

L'inchiesta sugli appalti truccati a Salerno

Nell'ottobre 2021 erano scattati gli arresti per 10 persone; tra queste c'era Savastano, all'epoca consigliere regionale col gruppo Campania Libera, che era stato sottoposto ai domiciliari. L'inchiesta della Procura di Salerno riguarda una serie di cooperative che avevano in gestione i lavori di manutenzione ordinaria e conservativa del Comune di Salerno; era finito agli arresti anche il presidente e gestore delle cooperative, Fiorenzo Zoccola, detto Vittorio.

L'avvocato: "Da Savastano nessun condizionamento"

"Questo processo – ha detto l'avvocato Giovanni Annunziata, che ha difeso Savastano insieme ad Agostino De Caro – dimostra ancora una volta che c'è qualcosa che non funziona bene tra misura cautelare e processo di merito". L'ex assessore, ricorda il legale, "ha patito nove mesi di domiciliari, misura cautelare che si poggiava su di un quadro indiziario che è stato poi successivamente demolito dal dibattimento. Purtroppo abbiamo dovuto attendere l'intero processo per dimostrare quello che era evidente da una lettura degli atti".

Secondo l'avvocato Annunziata, nel processo è emerso "in modo chiaro che nessun condizionamento ha operato Savastano" e nel corso del dibattimento è stato dimostrato che per il suo assistito sarebbe stato impossibile condizionare una libera, "essendo quest'ultima proposta da altri soggetti, approvata dall'intera giunta comunale, e inoltre, Savastano non era nemmeno l'assessore di riferimento".

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