I numeri sono lì, anche se qualcuno fa finta di non vederli, anche se qualcun altro – in malafede – ipotizza che non siano esatta corrispondenza con la realtà (basterebbe frequentare gli ospedali per capire).

Il giorno martedì 23 marzo la Campania e superava le 5.000 (cinquemila) vittime di Covid-19. Domenica 28 marzo, cinque giorni dopo, nella stessa settimana, dunque, altri 200 nomi si sono aggiunti a questa triste e drammatica contabilità. I mesi invernali hanno dunque visto incrementare i contagi (si è infatti parlato di "terza ondata", favorita dalle varianti al Coronavirus) e mietuto numerose vittime.

L'anestetizzazione, dopo un anno monotematico, alle vicende del Covid-19 spiega perché questi numeri oggi non facciano scalpore. Ma le cifre sono cifre e tali restano a prescindere dal fatto che dalla loro analisi loro nascano talk show e discussioni social, o meno.

I medici spiegano il perché di questo numero importante di vittime in maniera semplice, quasi disarmante: l'ondata di contagi porta inevitabilmente ad un aumento percentuale delle vittime, l'unico modo per non rendere consequenziali e direttamente proporzionali questi due eventi è vaccinare. Il vaccino è l'unico strumento ad oggi noto per ridurre la mortalità da Covid-19. Il vaccino è l'unico strumento che per categorie con fattori di rischio (malattie cardiache, malattie respiratorie, malattie oncologiche, immunodepressione eccetera), anziani e disabili riduce la possibilità di ingaggiare una battaglia per la vita se si ha la sfortuna di infettarsi. Dunque fino a quando non aumenteranno i vaccinati non potrà calare il numero delle vittime. Speriamo soltanto di vedere queste due curve invertirsi al più presto.