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L'omicidio di Ugo Russo a Napoli
6 Marzo 2021
10:05

Il volto di Ugo Russo anche a Roma: “Un murale in ogni quartiere, verità e giustizia”

Manifesti in sostegno di Ugo Russo sono comparsi anche a Roma. Il 15enne è stato ucciso l’anno scorso a Napoli da un carabiniere che stava tentando di rapinare. L’iniziativa dal comitato “Quarticciolo Ribelle”, che ha pubblicato su Facebook la fotografia di uno dei manifesti. A un anno di distanza non sono stati ancora resi noti i risultati dell’autopsia.
A cura di Nico Falco
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L'omicidio di Ugo Russo a Napoli

Dopo le proteste e, nei giorni scorsi, la manifestazione a Napoli, la vicenda di Ugo Russo è arrivata anche a Roma: sui muri della Capitale sono comparsi manifesti in sostegno del 15enne, ucciso un anno fa in via Orsini mentre tentava di rapinare un carabiniere fuori servizio; una vicenda che, da quella notte, non è stata ancora del tutto chiarita: secondo i familiari del ragazzo si sarebbe trattato di una esecuzione, il militare avrebbe esploso il colpo fatale, il terzo, quando Russo era già lontano e in fuga.

La fotografia di uno dei manifesti è stata pubblicata sulla pagina Facebook del comitato di quartiere "Quarticciolo Ribelle", realtà vicina ai centri sociali romani. Il riferimento è alla questione che sta tenendo banco da settimane, ovvero il murale realizzato ai Quartieri Spagnoli: il Comune ha disposto la rimozione (ma con la possibilità di farne uno ex novo con le dovute autorizzazioni), successivamente il Tar ha sospeso la cancellazione.

"In un paese in cui ricordare un ragazzo giustiziato a 15 anni è definito un inno alla malavita – si legge sulla pagina Quarticciolo Ribelle, nel post a corredo della fotografia – tocca ai quartieri popolari sostenere la lotta per la verità di papà Vincenzo e mamma Sara. Sono settimane che leggiamo polemiche sul murales in ricordo di Ugo Russo sui quotidiani di Napoli (fuori dalla Campania l’assassinio di un ragazzo dei Quartieri Spagnoli non è neanche una notizia). Non si capisce perché se hanno dalla loro parte la ragione non rendono pubblici i risultati dell’autopsia, perché dopo un anno non c’è ancora una risposta su quell’esecuzione, su quel colpo alla nuca. Perché la legalità è messa a rischio da un murales e invece è in ottima salute quando gli omicidi delle forze dell’ordine necessitano, nel “migliore” dei casi, dieci anni di processi per essere riconosciuti come tali?".

L'iniziativa, quindi: copie del murale sono state affisse al Quarticciolo, a Casal de Pazzi, a Centocelle, a Villa Gordiani, a Trionfale, alla Maranella, a San Lorenzo. "Saranno lì finché Vincenzo e Sara non avranno avuto giustizia – conclude il post – se volete, venite a cancellarli tutti".

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