Il primo vero scontro tra Fico e De Luca è sull’acqua pubblica in Campania. Il governatore ritira la delibera, l’ex lo attacca

A testimonianza dell'enorme attenzione sul tema di Roberto Fico, la foto che pubblica in serata sui suoi canali social: una vecchia immagine di 15 anni fa, con un giubbotto catarifrangente addosso, all'epoca della campagna referendaria per l'acqua pubblica.
E ieri, la giunta regionale ha formalmente stoppato il progetto di gestione pubblico-privata dell'acqua varato nella scorsa consiliatura sotto l'egida di Vincenzo De Luca. L'esecutivo ha revocato «in autotutela», la selezione del socio privato cui affidare la gestione di Grandi Reti Idriche Campane, la spa costituita lo scorso anno e chiamata a gestire le reti più importanti, come l'Acquedotto campano occidentale e il nascente invaso di Campolattaro.
Breve recap delle puntate precedenti: De Luca aveva emanato un bando di gara per la selezione del socio privato al 49% (la maggioranza della Gric sarebbe rimasta in mano pubblica) che avrebbe ricevuto però anche l'affidamento trentennale della gestione della grande adduzione primaria di interesse regionale. Da oggi quella procedura non esiste più. Anche perché era in corso un giudizio presso il Tar Campania che ha disposto la sospensione dell'efficacia con la trattazione del merito del ricorso fissata per l'11 marzo.
Ma Fico in serata chiarisce che non è solo una decisione tecnica: «La mia posizione è nota, fa parte del mio percorso politico: sono convinto che la gestione di una risorsa preziosa come l'acqua debba essere in mani pubbliche. E lavoreremo in questa direzione».

Su questo fronte però c'è il primo scontro diretto con De Luca, la cui precedente delibera viene dunque sconfessata dal nuovo governatore. Da Salerno, nel corso del consueto appuntamento social del venerdì, l'ex presidente della Regione dice: «Auspico che non si imbocchi la strada di una visione ideologica per la gestione delle acque che devono rimanere un bene pubblico, gestito dalle istituzioni pubbliche ma in rapporto anche con investitori privati da impegnare anche nelle manutenzioni perché altrimenti le risorse non le troveremo». «Mi auguro che questo problema sia affrontato dopo il ricorso che c'è stato che ha bloccato la costituzione della società pubblico-privato e mi auguro che la Regione faccia ricorso al Consiglio di Stato» conclude De Luca.