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18 Maggio 2021
18:26

Il neo presidente del consiglio comunale di Castellammare ringrazia il papà, condannato per camorra

Emanuele D’Apice, neo eletto presidente del consiglio comunale di Castellammare di Stabia (Napoli), durante il discorso ha ringraziato il padre, dicendo di essere grazie a lui l’uomo che è. Il giovane è il figlio di Luigi D’Apice, detto ‘o ministro, deceduto, ritenuto uno dei punti di raccordo tra il clan Cesarano e la politica locale a Pompei.
A cura di Nico Falco
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"Permettetemi di ringraziare mio padre, il mio faro, che mi ha insegnato tutto: i valori, l'educazione, il rispetto. Oggi devo a lui l'uomo che sono". Così tra gli applausi in consiglio comunale Emanuele D'Apice, consigliere comunale di Castellammare di Stabia dal 2013 ed oggi neo eletto presidente del consiglio comunale. Un ringraziamento classico, ma con un particolare: l'uomo a cui fa riferimento è il pregiudicato Luigi D'Apice, deceduto, ritenuto vicino al clan Cesarano.

A riportare l'episodio è il giornalista Vincenzo Iurillo su Il Fatto Quotidiano. Il giovane neo presidente, è bene sottolinearlo, non ha "macchie": laureato in medicina, non è stato mai coinvolto in inchieste sulla criminalità né sulla malavita organizzata. Ma il padre, Luigi D'Apice, condannato con sentenza definitiva a 4 anni per concorso esterno in associazione camorristica, era ritenuto uno degli artefici del legame tra mala e politica: ex democristiano, noto col soprannome di "o ministro", agli inizi degli anni duemila era stato coinvolto in una indagine come uno dei punti di raccordo tra il clan Cesarano e la politica di Pompei, per gli inquirenti capace di spostare grossi quantitativi di voti. Nel 2013, quando il figlio era in corsa, "Giggino ‘o ministro", che ormai aveva già pagato il debito con la giustizia, si era speso per la sua campagna elettorale.

La situazione di Castellammare di Stabia, paesone della provincia di Napoli, è molto delicata: le inchieste della magistratura negli anni, nei decenni, hanno mostrato la stretta connivenza tra politica e clan. L'ultima inchiesta aveva riguardato le amministrative del 2018: sfociata in 16 arresti a fine marzo, aveva documentato che anche quelle elezioni erano state inquinate dai clan, in particolare dai D'Alessandro, che avevano sostenuto Forza Italia.

"È inaccettabile quello che è accaduto ieri pomeriggio nell'aula del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia – commenta il senatore Sandro Ruotolo – la maggioranza guidata dal sindaco Gaetano Cimmino elegge presidente del consiglio Emanuele D'Apice, figlio del pregiudicato di camorra, deceduto, Luigi D'Apice, conosciuto con il soprannome di ‘o ministro. Questo rappresenta un vero insulto alle istituzioni, alle persone perbene. Il Ministro dell'Interno e il Prefetto di Napoli non devono attendere un minuto in più per la nomina della commissione d'accesso al Comune di Castellammare di Stabia come più volte abbiamo richiesto in interrogazioni e question time. Occorre fare chiarezza e capire attraverso la commissione d'accesso se la camorra condiziona le scelte politiche dell'amministrazione".

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