Il bimbo con il cuore bruciato resta trapiantabile, la mamma: “Il team di esperti dice che è ancora in lista”

Si è conclusa la valutazione dell’Heart Team dell’ospedale Monaldi sul bimbo di 2 anni ricoverato dopo il trapianto con il cuore danneggiato.
A cura di Pierluigi Frattasi
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"Per oggi mi hanno confermato che mio figlio resta ancora trapiantabile. Domani faranno un'altra valutazione. Per oggi rimane in lista". A parlare è Patrizia Mercolino, la mamma del bimbo di 2 anni trapiantato che anticipa la decisione dell'equipe medica multi-disciplinare dell'Heart Team dell'Ospedale Monaldi di Napoli, afferente all'ospedale dei Colli, che questa mattina si è riunita per valutare se il bambino possa rimanere in lista per il trapianto. La riunione si è tenuta in mattinata e in ospedale è arrivata anche la mamma del bimbo per parlare con i medici. Oggi, intanto, la Procura ha ascoltato anche i primi testimoni nell'inchiesta che vede 6 indagati. Tra le persone ascoltate anche il cardiologo responsabile del follow-up post-trapianto che si era dimesso il 29 dicembre 2025, sei giorni dopo l'intervento di trapianto fallito.

Il bimbo attaccato ai macchinari salvavita da 2 mesi

Il bimbo è stato sottoposto ieri, domenica 15 febbraio, ad una nuova Tac, per valutare l'evoluzione delle sue condizioni sanitarie che restano stazionarie, ma molto gravi, in vista di un possibile nuovo trapianto di cuore. Il piccolo, dopo l'intervento avvenuto il 23 dicembre, con un cuore "bruciato" per essere stato conservato probabilmente con ghiaccio secco, è ricoverato in coma farmacologico all'ospedale Monaldi di Napoli, tenuto in vita dal macchinario Ecmo, che simula l'attività cardiaca. La situazione clinica è molto complessa, perché, oltre al cuore malfunzionante che gli è stato impiantato, avrebbe anche una infezione, emorragia cereberale, problemi a reni e polmoni.

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Un quadro clinico complicato che ha portato l'Ospedale Bambin Gesù di Roma, centro di riferimento nazionale, a dare parere negativo ad un nuovo trapianto. Una doccia fredda per la famiglia che continua a sperare e a cercare soluzioni che possano salvargli la vita. Ma soprattutto, un parere in contrasto con quello dei medici del Monaldi, per i quali il piccolo, invece, è ancora operabile. Tramite il loro legale, l'avvocato Francesco Petruzzi, i familiari hanno chiesto una second opinion al Bambin. Gesù e una third opinion ad altri ospedali specializzati in ritrapiantologia e in Ecmo di lunga durata: "di Londra, Parigi, Berlino e anche a Utrecht in Olanda, proprio per andare a districare queste due posizioni nette e contraddistinte tra Bambino Gesù e Monaldi, per capire se ci sono altre possibilità", ha spiegato il legale.

La speranza della famiglia e l'appello a Papa Leone

"Spero sempre che quei medici si sbaglino – aveva detto ieri Patrizia Mercolino, la mamma del piccolo, intervenuta ieri a Domenica In – e che si possa trovare presto un cuore nuovo per mio figlio. Chiedo aiuto a tutti, anche al Papa". Il bimbo era in attesa di un cuore nuovo da 2 anni in lista all'ospedale Monaldi di Napoli, come raccontato dalla mamma. Quando è finalmente arrivata la notizia del trapianto, c'era grande speranza. L'intervento è stato eseguito martedì 23 dicembre scorso, l'antivigilia di Natale. Purtroppo, però, non è andato per il verso giusto. Il cuore arrivato da Bolzano a Napoli era compromesso. Secondo le prime informazioni, l'organo sarebbe arrivato danneggiato, forse perché conservato con ghiaccio secco (che raggiunge i meno 80 gradi Centigradi) anziché con quello normale. Il trasporto sarebbe avvenuto poi in un contenitore di plastica sanitario, non munito di dispositivi tecnologici per monitorare la temperatura. Ad ogni modo, il trapianto è avvenuto lo stesso. Sulle circostanze è aperta un'inchiesta della Procura di Napoli che vede 6 operatori sanitari indagati, c'è una indagine interna del Monaldi e ministero della Salute e Regione Campania hanno inviato gli ispettori.

In questo contesto è arrivata la decisione dei medici del Monaldi, alla luce della nuova valutazione clinica effettuata oggi, lunedì 16 febbraio. "Siamo molto positivi – aveva detto stamane Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bimbo di 2 anni originaria di Nola, intervenendo a Storie Italiane su RaiUno – Le tac sono sovrapponibili. Noi chiediamo solo che non sia il medico che lo ha già operato a operarlo e non per imperizia tecnica ma crediamo che non abbia la serenità adatta". Il legale ha annunciato il deposito in Procura della consulenza dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma.

La procura di Bolzano apre fascicolo contro ignoti

Anche la Procura di Bolzano, intanto, ha aperto un fascicolo sulla vicenda, al momento contro ignoti. L'Azienda sanitaria dell'Alto Adige, intanto, ha reso noto che sta collaborando strettamente con le autorità e ribadito piena fiducia nel loro operato. È nell'interesse di tutti, ha spiegato, fare piena luce sull'accaduto. Oggi, invece, la Procura di Napoli ha deciso di non procedere con l'incidente probatorio, richiesto dalla famiglia, in quanto lo stato clinico del bimbo è ancora in evoluzione. Il legale della famiglia ha fatto sapere he chiederà "tutti i verbali dell'Hearth team al Monaldi – che non sono stati sequestrati – per poter essere in condizione anche di far valutare ai nostri specialisti se ci sono eventuali possibilità alternative per salvare la vita al bambino, quindi di contattare direttamente centri specializzati per avere altre consulenze". Negli scorsi giorni i carabinieri dei Nas di Napoli e Bolzano hanno avviato accertamenti sull'episodio. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha ribadito di essere "vicini al bambino, alla sua famiglia e speriamo ancora che si possa trovare una soluzione per questo piccolo paziente che sta soffrendo".

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