Gravi lesioni al neonato durante parto prematuro: la clinica condannata a pagare 3,7 milioni di euro

Oltre 3,5 milioni di euro di risarcimento: è quanto dovrà pagare la Fondazione Evangelica Betania ad una famiglia come risarcimento danni per responsabilità medica. Lo ha deciso la VIII Sezione Civile della Corte d’Appello di Napoli. La vicenda è iniziata il 14 marzo 1998, quando una donna alla 32esima settimana di gravidanza venne ricoverata presso l’Ospedale Evangelico "Villa Betania" per rottura prematura delle membrane.
Il piccolo nato con gravi lesioni cerebrali
Secondo quanto riportato nella sentenza, durante il ricovero il personale sanitario non avrebbe eseguito adeguati monitoraggi e accertamenti, omettendo l’esecuzione del tracciato cardiotocografico e altri esami necessari a monitorare lo stato di benessere e di sofferenza fetale. La donna venne sottoposta così a taglio cesareo urgente senza che dalla documentazione clinica emergessero complicanze che lo giustificassero. E il neonato nacque, oltre che prematuro, sviluppando anche gravi lesioni cerebrali, tra cui tetraparesi spastica ed epilessia. In primo grado, il Tribunale di Napoli aveva condannato la Fondazione Evangelica Betania al pagamento di un risarcimento complessivo di circa 2,9 milioni di euro in favore del ragazzo (oggi 27enne) e dei suoi familiari (genitori e sorelle maggiori).
L'Appello e la nuova condanna
La Fondazione Evangelica Betania si era rivolta in Appello, sostenendo che "la prematurità del neonato fosse la causa principale delle lesioni, dunque una causa fisiologica non attribuibile a responsabilità dei sanitari, la percentuale di incidenza della prematurità fosse stata sottostimata dai consulenti del Tribunale in primo grado e che il risarcimento fosse eccessivo e sproporzionato rispetto alle aspettative di vita del minore", spiegano dallo Studio Legale Liguori, che hanno seguito la famiglia nella vicenda. In appello, la Corte ha parzialmente accolto alcune istanze della Fondazione, ritenendo la condotta dei sanitari "incongrua e imprudente, confermando la responsabilità della struttura e ridefinendo la liquidazione", fa sapere a Fanpage.it l'avvocato Vincenzo Liguori.