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Gli studenti di Caivano contro la fiction La Preside: “Trasformati in una caricatura”

In un comunicato, il collettivo degli studenti del Liceo Braucci di Caivano critica la narrazione del territorio che si vede nella fiction “La Preside”, ispirata alla storia di Eugenia Carfora.
A cura di Valerio Papadia
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Eugenia Carfora (a sinistra) e Luisa Ranieri
Eugenia Carfora (a sinistra) e Luisa Ranieri

Se da un lato sta macinando consensi e ascolti molto positivi, dall'altro non mancano le critiche. La fiction "La Preside", in onda su Rai Uno e ispirata alla storia di Eugenia Carfora, preside che a Caivano, hinterland di Napoli considerato difficile, combatte contro la dispersione scolastica, è senz'altro divisiva. Già il sindaco di Caivano, Antonio Angelino, nei giorni scorsi ha parlato di una città, quella ritratta nella fiction, che non esiste più. Ora, invece, a criticare la serie televisiva della Rai, con protagonista Luisa Ranieri, è il collettivo degli studenti del Liceo "Niccolò Braucci" di Caivano, che evidenziano la narrazione sbagliata che la fiction offrirebbe sul territorio e sulla comunità.

La lettera degli studenti di Caivano sulla fiction "La Preside"

E così, in un comunicato stampa, più simile a una lettera a cuore aperto, gli studenti del Liceo Braucci, che ogni giorno vivono il territorio e che, da una fiction che parla di scuola nel loro territorio, si sentono inevitabilmente chiamati in causa, hanno voluto fare qualche precisazione circa il ritratto della città e, in generale, dell'hinterland partenopeo.

"Caivano è una collettività tristemente martoriata dal pregiudizio generato da diversi casi di cronaca nera. Ogni volta che ci capita di parlare della nostra scuola, avvertiamo su di noi lo stigma che grava sul nostro territorio" scrive il collettivo studentesco. "Vivere qui – si legge ancora nel comunicato – significa battersi ogni giorno contro lo stereotipo che dipinge questo paese come quello della criminalità organizzata. Significa però anche vedere gli sforzi della stragrande maggioranza dei cittadini, impegnati quotidianamente per una realtà di giustizia e legalità ma, tutto questo, purtroppo non fa audience".

Gli studenti, poi, entrano nel merito della fiction. Siamo convinti che, quando si lavora a un progetto artistico che interessa un ambiente come il nostro, le parole d’ordine debbano essere rispetto e responsabilità, soprattutto quando il progetto stesso è realizzato con fondi pubblici. Il racconto RAI mostra all’Italia una Caivano che non corrisponde minimamente alla realtà, stereotipando numerosi concetti molto complessi e trasformando la nostra comunità in una buffa caricatura" scrivono. "I problemi sono certamente presenti, ma la nostra situazione non è molto diversa da quella di moltissime periferie italiane, anch’esse trattate con estrema superficialità, dimenticando la preponderanza di residenti onesti".

Nel comunicato, gli studenti dedicano una breve riflessione anche alla stessa Eugenia Carfora, la preside a cui, come detto, la fiction è ispirata. "Un altro punto critico che va trattato è la centralità della figura della Preside – si legge ancora – poiché la fiction ci presenta il ritratto di una ‘super-eroina' che, da sola, combatte il crimine. Il magistrale lavoro della Dirigente a cui è ispirata la storia – Eugenia Carfora – è ovviamente insindacabile, ma la presentazione di una figura tanto gloriosa inevitabilmente sminuisce l’importanza del lavoro che la società tutta ha finora fatto e che continuerà a fare".

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