Gelsomina Verde uccisa a 21 anni nella Faida di Scampia: confermate due condanne a 30 anni
Trenta anni di reclusione per Luigi De Lucia, la stessa pena per Pasquale Rinaldi alias ‘o Vichingo: condanne confermate per entrambi, ritenuti componenti del commando che assassinò brutalmente la 21enne Gelsomina Verde, uccisa da innocente durante la faida di Scampia. La sentenza è stata emessa oggi, 13 ottobre, dalla terza Corte di Assise di Appello di Napoli (presidente Vittorio Melito); presenti in aula la madre e il fratello della ragazza, Anna Lucarelli e Francesco Verde, e gli avvocati, tra cui Gianmario Siani (fondazione Polis) e Marco Buzzo (Comune di Napoli).
Gelsomina Verde, per tutti Mina, secondo quanto emerso dalle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia, venne sequestrata e poi uccisa da un commando del clan Di Lauro perché ritenuta a conoscenza di informazioni su Gennaro Notturno, alias ‘o Sarracino, legato al cartello rivale, gli Scissionisti degli Amato-Pagano. Alla base di quella convinzione, errata, il fatto che i due giovani avessero avuto una relazione, risalente però a diverso tempo prima e interrotta proprio quando Mina, totalmente estranea a qualsiasi contesto criminale, aveva capito che Notturno era coinvolto in determinati contesti. Stando alla ricostruzione, il 21 novembre 2004 la 21enne venne prelevata e portata nel luogo dove fu poi uccisa da tre persone; una entrò nella sua automobile e si sedette sul lato passeggero e le altre due, identificate negli imputati attuali, in possesso dell'arma usata per il delitto, seguirono il veicolo fino al luogo dell'omicidio. La giovane venne torturata per costringerla a parlare e poi assassinata a colpi di pistola: a sparare fu Ugo De Lucia, cugino di Luigi De Lucia.
Luigi De Lucia e Pasquale Rinaldi sono stati arrestati il 27 luglio 2023, quasi 20 anni dopo quell'omicidio. Nel maggio 2025 è arrivata la condanna in primo grado, al termine del processo svolto con rito abbreviato celebrato davanti alla gup Valentina Giovanniello: 30 anni di reclusione. Lo scorso 10 settembre la Procura Generale (sostituto Carmine Esposito) ha chiesto la conferma della pena per entrambi.