La morte per Covid-19 di Veronica Stile Stanzione, avvocatessa di 33 anni, mamma di una bimba di 3 anni e incinta al quarto mese di gravidanza ha scosso non solo la piccola comunità di Nocera Inferiore, provincia di Salerno , ma tutta la Campania.

Resta il  volto di una donna sorridente, sposata da poco, brava professionista, apprezzata e conosciuta da molti nella sua comunità, giovane madre e moglie. Una donna alla cui famiglia tante persone in queste ore, hanno cercato di far arrivare il proprio cordoglio. Messaggi e manifestazioni pubbliche di cordoglio per la famiglia Stile e per il marito di Veronica, Rosario Stanzione, imprenditore ed ex calciatore ‘molosso'.

Ieri, i funerali di Veronica Stile: a causa delle restrizioni anti-assembramento connesse al Coronavirus non è stato possibile tributarle l'abbraccio collettivo che magari sarebbe arrivato in altre condizioni. Tuttavia, la cerchia dei familiari e degli amici, ci ha tenuto a dare l'estremo saluto alla 33enne nocerina nello spiazzale antistante il cimitero del piccolo centro dell'entroterra campano.

Palloncini bianchi al vento, una grande foto di "Vero", come la chiamavano i più intimi, sorridente, adagiata sul feretro e tante lacrime e rabbia per una morte che lascia sconcertati, come purtroppo molte altre in questi tragici mesi di pandemia.

Il feretro in chiesa per la benedizione e prima del pietoso ufficio della sepoltura è stato accompagnato dalla famiglia e dal sindaco di Nocera Inferiore Manlio Torquato. Appena appresa la notizia del decesso, il primo cittadino l'aveva comunicata alla cittadinanza con queste parole:

Qualunque causa non spiega e non rende accettabile che una ragazza, bellissima, sbocciata alla vita e portatrice con sé di altra vita, possa spegnersi così.
L'aver, questo lutto, tolto a Nocera, in un unico freddo abbraccio, la vita di Veronica e quella che portava in grembo; muovono l'intera amministrazione, facendosi essa interprete del sentimento popolare, a dichiarare per la giornata di sabato 28 novembre lutto cittadino.

«Sono cose che non dovrebbero mai capitare, grazie a tutti per essere qui» ha detto invece il marito, Rosario, sul sagrato della chiesa, congedandosi dai presenti, ed evidentemente sotto choc.

«L'hanno definita una guerriera in ospedale, ed è stata sempre una persona molto forte» ricorda don Carmine Cicarella, parroco di Nocera Inferiore.

Veronica  aveva contratto il virus circa due settimane fa. In un primo momento aveva iniziato le cure a casa,  ma il quadro clinico si era velocemente aggravato a causa di una  polmonite bilaterale che che aveva costretto i medici al ricovero della donna presso il Cotugno nel reparto Ginecologia. Lì, purtroppo, la fine.