Forza Italia e Lega ai ferri corti in Campania. E ci va di mezzo l’elezione di Sangiuliano capo dell’opposizione in Consiglio regionale

Il tema dello scontro non è, ovviamente, la sola presidenza di una commissione in Consiglio regionale. Bisogna allargare lo sguardo per capire come mai Forza Italia e Lega se le stanno dando di santa ragione in Campania e perché di mezzo rischia d'andarci anche Fratelli d'Italia e l'elezione di Gennaro Sangiuliano quale capo dell'opposizione in Aula al posto di Edmondo Cirielli, tornato a Roma. Lo strappo avviene a fine 2025: il neoeletto consigliere regionale Mimì Minella e il deputato Attilio Pierro lasciano la Lega. Minella entra platealmente in Forza Italia al primo consiglio regionale, il secondo in Parlamento va nel Gruppo Misto. È in quel momento che i rapporti fra i due coordinatori regionali campani Fulvio Martusciello e Gianpiero Zinzi raggiungono lo zero. Se ne esistesse davvero uno, a pagina 2 del "manuale del coordinatore regionale di un partito" ci sarebbe scritto che togliere eletti agli alleati significa non essere un buon alleato. E così, al momento opportuno, la Lega fa valere il pan per focaccia, scompaginando il piano di Martusciello di piazzare Fernando Errico alla presidenza della commissione speciale su Mare, Bradisismo e Grandi Eventi e Minella ad una commissione d'inchiesta regionale che il centrodestra vorrebbe ottenere – su trasporti o sanità, non è ancora chiaro -.
Giovedì 12 va in scena lo strappo. Martusciello per due giorni presidia fisicamente il Consiglio regionale cercando con la sua presenza di convincere gli scettici. Zinzi evita di piazzarsi al Centro direzionale, ma usa il cellulare: chiama chi deve in Forza Italia e dice che il problema è solo quella commissione, il cui oggetto peraltro (ci sono anche i Grandi eventi, leggasi America's Cup) è stato lui stesso a decidere. Sull'altra commissione speciale (Pari Opportunità dove è stata designata la forzista Susy Panico) dice che i suoi si comporteranno lealmente, secondo accordi. A Fratelli d'Italia comunica che se voterà il suo candidato alla presidenza di commissione, ovvero Massimo Grimaldi, la Lega appoggerà Gennaro Sangiuliano quale capo dell'opposizione nel post Cirielli. Fdi vota Grimaldi, Forza Italia incassa e mastica amaro.
Il giorno dopo il boccino è in mano a Martusciello. L'eurodeputato è un polemista nato e non si fa pregare per fare le sue mosse. La prima: Antonio Del Giudice, il controverso ex sindaco di Striano (sottrasse le bici di cinque migranti durante una "ronda" e fu condannato) passa da Fratelli d'Italia a Forza Italia, operazione condotta insieme al senatore e segretario provinciale di Forza Italia a Napoli, Francesco Silvestro.
La seconda è la cosiddetta «bacchetta». Dice Martusciello che capo dell'opposizione è, chi più voti ha. «Nel centrodestra il candidato più votato è Massimo Pelliccia con circa 17 mila preferenze, seguito da Ira Fele con circa 15 mila voti. Sono dati chiari». Il giornalista Rai ed ex ministro della Cultura, "colpevole" di aver votato insieme alla Lega, è fuori dai giochi, secondo Martusciello.
A copertura di "Genny" arriva Zinzi: «Sangiuliano è il profilo migliore. Credo sia inutile aprire qualunque tipo di dibattito o porre questioni che rischiano di spostare l’attenzione su un piano strettamente personalistico anziché, come auspichiamo tutti, meritocratico». Oggi Martusciello ipotizza scenari: «O ci saranno criteri meritocratici, oppure Forza Italia non parteciperà ad alcuna designazione e non si farà rappresentare da nessuno».
Dal punto di vista numerico non c'è partita: quando si voterà, ovvero dopo il bilancio, parleranno i numeri. FdI e Forza Italia hanno 7 consiglieri ciascuno, ma Sangiuliano può contare anche sui 2 della Lega e sui 2 del gruppo legato a Cirielli, arrivando a 11 voti contro 7. Il tema è politico: un capo dell'opposizione senza i voti di una delle "gambe" del centrodestra non rappresenta tutti. Diplomazie al lavoro. Per ora né Zinzi, né Martusciello né Sangiuliano hanno chiesto supporto ai livelli più alti, quelli di governo: c'è il referendum giustizia alle porte e andare da Meloni, da Tajani o da Salvini con questioni del genere non è il caso. Ma il problema si porrà e a breve sarà Roma a dover mettere pace.
Intanto, nei prossimi giorni la Giunta per le elezioni in Consiglio regionale Campania deciderà se Marco Nonno, primo dei non eletti del centrodestra, potrà subentrare a Cirielli; quindi se sono cambiati i presupposti giuridici rispetto alla decadenza del 2023 per la legge Severino. Discorso diverso per Giovanni Zannini, consigliere di Forza Italia: potrebbe essere sospeso dopo il divieto di dimora in Campania deciso dal Gip.