Fondazione Polis, nel bilancio la modifica di Fiola (Pd): più controllo della politica

È complicato il rapporto tra la presidente della sesta commissione regionale (Istruzione e Cultura, Ricerca scientifica, Politiche sociali), Bruna Fiola, del Partito Democratico, e la Fondazione Polis, controllata al 100 percento dalla Regione Campania, la cui missione è occuparsi dei parenti delle vittime innocenti di camorra e di beni confiscati alle mafie.
Nei giorni scorsi Fiola, quando il bilancio di previsione è arrivato in commissione regionale a più riprese ha manifestato la voglia di capire nel dettaglio determinate dinamiche gestionali di Polis (presidente don Antonio Palmese, segretario generale Enrico Tedesco).
Sembrava finita lì, ma evidentemente non era così. Agli atti è depositato un emendamento a firma dell'esponente Pd che propone un «riordino normativo» per dare maggiore organicità alla materia, introducendo però una novità procedurale sui controlli politici.
Tutto si muove intorno alla legge regionale 7 del 2012, quella sulla valorizzazione dei beni sequestrati e confiscati che «promuove il riutilizzo sociale dei beni sottratti alla criminalità organizzata». Il cambiamento sostanziale riguarda l'iter di controllo e consultazione. In precedenza, la giunta doveva consultare unicamente la Commissione consiliare speciale anticamorra e beni confiscati.
Con la nuova formulazione introdotta dall'emendamento Fiola Polis dovrebbe consultare sia le Commissioni consiliari permanenti (competenti per materia) sia quelle speciali. Quindi sicuramente dovrà chiedere per ogni passo alla commissione Politiche sociali che diverrebbe di fatto uno dei controllori della Fondazione Polis. Ora la palla passa alla maggioranza consiliare che deciderà se convergere o meno su questo emendamento.