Focolaio di epatite a Napoli, quarto bimbo contagiato. Il Santobono: “Sintomi come gastroenterite, fate la vaccinazione”

"Sono quattro i bimbi contagiati dall'Epatite A ricoverati all'ospedale Santobono di Napoli. L'ultimo è un bimbo di 5 anni e 6 mesi, ricoverato nella giornata di ieri. Il numero di casi indica che c'è stato un aumento del contagio anche tra i bambini. Il virus si trasmette per via oro-fecale, come una banale gastroenterite. L'incubazione va dai 15 ai 50 giorni, quindi è possibile che altri casi emergano il mese prossimo. Ma il rischio di complicanze, come l'insufficienza epatica acuta, è basso. Nessuno dei nostri ricoverati l'ha presentato. Nessun allarmismo, insomma, anche se i sintomi non vanno sottovalutati. Il consiglio ai genitori è, comunque, di fare la vaccinazione e adottare tutte le precauzioni previste dall'Asl, come la massima igiene personale, lavarsi sempre le mani, cuocere bene i cibi, sciacquare bene verdure e frutta".
A parlare a Fanpage.it la professoressa Claudia Mandato, direttrice dell'UOC Pediatria delle Malattie Croniche, Epatologia e Nutrizione dell'ospedale Santobono di Napoli. Al momento, a Napoli risultano circa 150 persone ricoverate per Epatite A. Il sindaco Gaetano Manfredi ha emanato un'ordinanza che vieta il consumo di frutti di mare crudi nei locali pubblici, come i ristoranti, e sconsiglia di mangiarli anche a casa.
Professoressa Mandato, quanti sono i bimbi ricoverati per Epatite A al Santobono e come stanno?
Abbiamo ricoverato al momento 4 bambini. Il più piccolo, di 5 anni, è arrivato ieri. È possibile che sia stato contagiato in ambito intra-familiare. Gli altri hanno una fascia di età dai 9 ai 13 anni. Sono tutti di Napoli e di città delle provincia, ma il luogo di residenza non è indicativo di dov’e avvenuto il contagio. Abbiamo ipotizzato le possibili occasioni di esposizione del contagio. A febbraio abbiamo avuto altri 2 casi di adolescenti contagiati, dei quali uno era reduce da un viaggio in Sud America, ma non è chiaro se siano legati all'attuale situazione.
Come state gestendo questi casi?
L’azienda Santobono-Pausilipon ha attivato al Pronto Soccorso lo screening per Epatite A per i bimbi che arrivano e che presentano sintomi compatibili, così è possibile isolarlo ed evitare il rischio di esposizione per gli altri pazienti ricoverati. Abbiamo consigliato la vaccinazione a tutti i familiari, ai loro contatti e al personale.
Quali sono i sintomi dell'Epatite A nei bimbi?
Sono simili a quelli degli adulti, ma bisogna dire che i bimbi, soprattutto più piccoli, presentano manifestazioni cliniche più lievi. Mentre gli adolescenti hanno un quadro che si sovrappone all'infezione dell'adulto. Si inizia con nausea, vomito, diarrea, ittero, prurito e un profondo stato di malessere. I casi che abbiamo riscontrato sono di una Epatite A acuta, tale da comportare il ricovero, ma il rischio di complicanze, come detto, è basso.
Il contagio sembra possa essere legato al consumo di frutti di mare crudi. Come si trasmette anche ai bambini?
Le indagini sul tracciamento epidemiologico sono a carico dell'Asl. Nei casi che abbiamo al Santobono ci sono state varie forme possibili di esposizione. Alcuni adolescenti hanno mangiato i frutti di mare. C'è chi ha mangiato i frutti di mare, chi è stato al ristorante di pesce, chi l'ha comprato al mercato. E il timing è compatibile con l'incubazione della patologia. Per il più piccolo è anche possibile un contagio intra-familiare.
Cosa si può fare per difendersi?
Essendoci un cluster di casi aumentato rispetto allo standard, le linee guida consigliano la vaccinazione della popolazione. La vaccinazione per l'Epatite A è facoltativa, ma è fortemente consigliata per pazienti con epatite cronica e malattie croniche, per chi deve intraprendere viaggi in zone dove è endemica e, infine, anche quando i casi aumentano in un particolare territorio, come nel nostro caso.
Da che età si può fare?
Già a partire dal primo anno di vita. Non ci sono controindicazioni né preoccupazioni. È un vaccino molto sicuro, fatto da virus attenutati, utilizzato da molti anni. Gli eventuali effetti collaterali sono quelli standard della vaccinazione, un po' di arrossamento cutaneo e un po' di febbre. Farlo subito conviene, perché se c'è un caso indice in casa, vaccinarsi dà una copertura efficace entro 15 giorni.
Ci sono delle cure?
La terapia è unicamente di supporto, e di integrazione nutrizionale. I sintomi come nausea e vomito possono essere seri e, quindi, rispetto ad una gestione domiciliare, è indicato piuttosto il ricovero, in particolare nei pazienti che hanno rischio di disidratazione o di complicanze, che hanno malattie croniche di base.