È il solito De Luca contro tutti. Il Pd non vuole dargli il simbolo per le elezioni Comunali a Salerno

Non esistono coincidenze. Nel giorno stesso in cui Enzo Napoli firma le sue dimissioni dalle motivazioni risibili e che – se confermate – lasceranno per mesi Salerno col commissario prefettizio, Vincenzo De Luca sferra a mezzo social il più violento degli attacchi degli ultimi mesi alla giunta regionale di Roberto Fico, al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e pure al suo fedelissimo dimissionario sindaco, viste le feroci critiche allo stato della città. Quando parla di «massoneria deviata» a Napoli partono le telefonate infuriate dal secondo piano di Palazzo San Giacomo a largo del Nazareno e una pattuglia di consiglieri comunali Pd si schiera col sindaco.
Al Nazareno infuriati per la "massoneria deviata" di cui parla De Luca attaccando Manfredi
Elly Schlein e Igor Taruffi sono a dir poco indispettiti dall'atteggiamento di De Luca padre: il Pd considera sua responsabilità le dimissioni di Enzo Napoli per accelerare il processo che porterà alle Elezioni e a quest'ultimo chiederà la revoca della decisione prima dei 20 giorni canonici.
A portare la ‘lieta novella' e dover mediare è Piero De Luca, stretto fra il vincolo familiare con lo "sceriffo" e ciò che il ruolo da segretario regionale Dem gli impone. A rigor di statuto De Luca figlio dovrebbe pure minacciare di espellere il padre. Una scena degna dell'Edipo sofocleo o del Re Lear di Shakespeare. Ma non siamo a Tebe né in Britannia, siamo a Salerno.
Il Pd non vuole concedere il simbolo a De Luca
Il Partito Democratico – questo è quanto trapela – arriverà a non concedere a De Luca il simbolo Pd alle prossime elezioni Amministrative e potrebbe minacciarlo anche di creare un patto col M5s per un candidato alternativo. Chi conosce il quattro volte sindaco di Salerno sa che affermazioni del genere sono benzina sull'incendio che egli cerca da tempo. Da sempre "lo sceriffo" si è candidato con liste civiche, fornendo al partito di riferimento (Pds, Ds, Pd) un ruolo secondario. Per la serie: «mio il castello, mie le regole», nel 2006 fu lui a stravincere nella sua città contro una coalizione di centrosinistra.
Il rapporto con la giunta Fico e gli attacchi da Salerno
Poi c'è il rapporto con la giunta Fico. Ovviamente la neo assessora regionale M5s all'Ambiente Claudia Pecoraro, è sotto bombardamento deluchiano, "rea" di non aver reso omaggio a Fulvio Bonavitacola sulla riduzione della maxi multa europea per le ecoballe avvenuta qualche giorno fa (è stato proprio Bonavitacola a diffondere la notizia ad alcuni organi di stampa, non il dipartimento stampa della Regione Campania) e anzi di essersi permessa di vergare un suo comunicato stampa. «Maleducata» e «miracolata» sono gli epiteti. Qui il tema è: se De Luca continua a bombardare Fico, il Movimento Cinque Stelle prima o poi risponderà a tono. Fra l'ex governatore e Giuseppe Conte i rapporti sono buoni, ma i vertici pentastellati sono più sensibili al sentiment sui social e non faranno diventare Fico facile bersaglio com'è accaduto a Manfredi.
Ieri, invece, a rizelarsi è stata Lucia Fortini, oggi consigliera di "A testa alta", già assessora deluchiana alla Scuola. Motivo? Non è stata citata sul via libera ai 346 progetti scolastici per le Pari Opportunità, approvati ieri dal nuovo assessore alla Scuola, Andrea Morniroli, e dalla sua omologa Claudia Pecoraro che ha anche la delega alle Pari opportunità.