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Mostra del cinema di Venezia 2021
1 Settembre 2021
16:41

Da Paolo Sorrentino a Mario Martone, tutti i film campani in concorso al Festival di Venezia

Oggi ha inizio la 78^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Un’edizione che ospiterà una quota campana non trascurabile: saranno addirittura 8, infatti, i film campani in concorso nella dieci giorni della Biennale, di generi diversi ma tutti accomunati da una forte componente identitaria e da un legame profondo tra autori e cultura locale, dalla Napoli di Maradona alla riscoperta artistica di Eduardo Scarpetta.
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Mostra del cinema di Venezia 2021

Dopo mesi d'attesa, il red carpet può finalmente essere disteso senza timore: mancano ormai pochissime ore all'inaugurazione della 78^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, programmata per le 19:00 di oggi, 1 settembre. Un'edizione che, come ha ricordato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, quest'anno ospiterà una quota autoctona non trascurabile; tra le opere che anelano al Leone d'oro, infatti, figurano ben 8 pellicole dirette da registi campani: conosciamole meglio.

È stata la mano di Dio, di Paolo Sorrentino

Cominciamo, ça va sans dire, dall'elefante nella stanza: Paolo Sorrentino. Il regista partenopeo, premio Oscar al miglior film straniero nel 2014 con La Grande Bellezza, presenterà a Venezia la sua decima fatica cinematografica, È stata la mano di Dio. Chiunque abbia calpestato il manto erboso di un campetto di provincia avrà colto il riferimento calcistico che troneggia nel titolo, ossia la Mano de Dios (la rete segnata, di mano, da Diego Armando Maradona nei quarti di finale del Mondiale 1986). E, infatti, proprio di Maradona si parla, e lo si fa attraverso lo sguardo smaliziato e ingenuo del diciassettenne Fabietto Schisa, un ragazzo goffo che lotta per trovare il suo posto nel mondo nella Napoli degli anni Ottanta. La trama del film è segnata da due eventi destinati e plasmare il destino del giovane e a intrecciarsi tra loro: l’arrivo a Napoli del Pibe de Oro e una inspiegabile tragedia familiare. Come ha scritto lo stesso Sorrentino: “Da ragazzi, il futuro ci sembra buio. Barcollanti tra gioie e dolori, ci sentiamo inadeguati. E invece il futuro è là dietro. Bisogna aspettare e cercare. Poi arriva. E sa essere bellissimo. Di questo parla È stata la mano di Dio. Senza trucchi, questa è la mia storia e, probabilmente, anche la vostra”.

Qui rido io, di Mario Martone

Ambientato nella Napoli stimolante e culturalmente vivace della Belle Époque, il tredicesimo film di Mario Martone esplora la vicenda umana, intellettuale e familiare di un'altra colonna della cultura pop partenopea, Eduardo Scarpetta, il più mportante attore e autore del teatro napoletano tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, capostipite della dinastia teatrale degli Scarpetta-De Filippo. Nel 1904, al culmine del successo, Scarpetta decise di portare in scena la parodia de La figlia di Iorio, tragedia di Gabriele D’Annunzio. La sera del debutto in teatro, però, si scatena un putiferio: lo spettacolo viene interrotto tra urla e fischi e Scarpetta finisce con l’essere denunciato per plagio dallo stesso D’Annunzio. Inizia così la prima storica causa sul diritto d’autore in Italia. Gli anni del processo saranno logoranti per lui e per tutta la sua famiglia. Tutto nella vita di Scarpetta sembra andare in frantumi, ma con un numero da grande attore saprà sfidare il destino e vincere la sua ultima partita.

Il bambino nascosto, di Roberto Andò

Presentato fuori concorso, il settimo lungometraggio di Roberto Andò racconta la parabola del pianista e maestro del Conservatorio San Pietro Gabriele Santoro. Una mattina, mentre sta radendosi la barba, il postino suona al citofono per avvertirlo che c’è un pacco, lui apre la porta e, prima di accoglierlo, corre a lavarsi la faccia. In quel breve lasso di tempo, un bambino di dieci anni si insinua nel suo appartamento e vi si nasconde. “Il maestro” – così lo chiamano nel quartiere – se ne accorgerà solo a tarda sera. Quando accade, riconosce nell’intruso Ciro, un bambino che abita con i genitori e con i fratelli nell’attico del suo stesso palazzo. Interrogato sul perché della sua fuga, Ciro non parla. Nonostante questo, il maestro, d’istinto, decide di nasconderlo in casa, ingaggiando una singolare, e tenace, sfida con i nemici di Ciro.

Californie, di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman

Durante le giornate degli autori, Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman presenteranno Californie, film incentrato sulla difficile storia di integrazione di Jamila, ragazza di origini marocchine che vive a Torre Annunziata. Il film narra cinque anni della vita della giovane, che già all'età di 9 anni sogna il suo futuro in grande, ma i ragazzi della sua età sembrano non accettarla e, non avendo con sé una famiglia che possa darle conforto, Jamila tende a isolarsi. La solitudine diventa per lei una corazza dietro cui proteggersi, qualcosa di cui vantarsi e che le permette di ostentare una sicurezza verbale e combattiva.

Il silenzio grande, di Alessandro Gassmann

Tratto dall’omonima pièce teatrale scritta da Maurizio De Giovanni, Il silenzio grande è la storia di una famiglia la cui eccezionalità viene comunque minata da silenzi, conflitti e incomprensioni. La vicenda è ambientata negli anni Sessanta, a Napoli, e racconta la vita di Valerio Primic, che vive insieme alla famiglia in quella che un tempo era stata una lussuosa dimora e ora è un monumento scricchiolante alla grandezza che fu.

Coriandoli, di Maddalena Stornaiuolo

Il corto di Maddalena Stornaiuolo fotografa la quotidianità della piccola Speranzella, una bambina di dieci anni delle Vele di Secondigliano che racconta all’amico Tortoriello perché, anche d’inverno, avvolta in una coperta, è a leggere fuori il balcone del proprio appartamento. Suo padre è stato condannato all’ergastolo e lei vive con la madre che si prostituisce perché, a suo dire, “non sa fare altro”. Ogni qual volta la madre riceve un cliente, per non sentire gemiti e lamenti, non le resta che tuffarsi nella lettura per dimenticare quello che sta accadendo.”

Il turno, di Chiara Marotta e Loris Giuseppe Nese

Il corto di Marotta e Nese parla di Anna e Lucia, due ragazze ventenni, una italiana ed una di origine nigeriana, che si alternano come badanti della signora Maria, anziana allettata. Anna assiste Maria durante il giorno, mentre a Lucia spetta l’orario notturno: il cambio del turno è l'unico momento in cui le due ragazze si incontrano. In quel breve lasso di tempo, le divergenze tra loro esplodono quotidianamente, in un conflitto per affermare, l'una a scapito dell'altra, la propria posizione nel mondo.

De Luca ha colto l'occasione per rivendicare i meriti della propria giunta: "Infatti, è anche grazie al contributo del Piano Cinema regionale che è stato possibile presentare quest’anno alla Mostra di Venezia ben otto opere di valore, nonostante la crisi che ha colpito duramente il comparto a seguito della pandemia".

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