Estorsioni e omicidio durante la latitanza, arrestati complici del killer che dormiva con la pistola

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A cura di Nico Falco
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Il blitz per l'arresto di Antonio Aloia a Gricignano d'Aversa (Caserta)
I due indagati avrebbero aiutato Antonio Aloia, alias “Tonino ‘o Cinese”, dopo l’agguato a Scisciano per il controllo della droga.

Avrebbero aiutato un pregiudicato che, durante la latitanza, sarebbe tornato a imporre le estorsioni e si sarebbe anche reso responsabile di un omicidio: è l'accusa che ha portato in manette due uomini, che ora dovranno rispondere di favoreggiamento personale e procurata inosservanza della pena. La misura cautelare arriva nell'ambito delle indagini che coinvolgono Antonio Aloia, alias "Tonino ‘o Cinese", individuato dagli inquirenti come esecutore materiale dell'assassinio di Ottavio Colalongo, agguato che sarebbe da inquadrare nella lotta tra gruppi criminali per il controllo della droga.

Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna. Aloia aveva fatto perdere le proprie tracce nell'agosto del 2024: non era rientrato in carcere dopo un permesso premio. Stando agli elementi emersi nel corso delle indagini, l'uomo risulta parte di un gruppo criminale, i Luongo-Covone-Aloia. E il "curriculum criminale" del "Cinese", hanno ricostruito gli inquirenti, parte da molto lontano: nel 2003 era già ritenuto affiliato al clan di Antonio Di Buono, alias "‘o Marcianisano", quest'ultimo alleato con il gruppo di Domenico La Montagna, attivo a Caivano e alleato dei Pianese. Inoltre, è stata documentata la vicinanza tra Aloia ed esponenti del clan Cava, in particolare con Bernardo Cava, detto "Alduccio", fratello del capoclan Antonio detto "Ndò Ndò".

Aloia stava scontando 27 anni e 3 mesi di carcere, la pena sarebbe terminata nel 2030. Durante la latitanza avrebbe imposto le estorsioni ad Acerra, come documentato da una videochiamata ad un imprenditore in cui avrebbe detto che, in quel comune, "pagano tutti a me". E, per gli inquirenti, avrebbe preso parte, come esecutore materiale, all'omicidio di Ottavio Colalongo, ucciso il 17 dicembre 2025 a Scisciano; l'agguato farebbe parte dello scontro tra il gruppo Luongo-Covone-Aloia e quello dei Filippini, a cui era legata la vittima, per il controllo della droga.

I due indagati, si legge nella nota a firma del procuratore della Repubblica aggiunto Sergio Ferrigno, dopo l'agguato avrebbero aiutato il latitante "sia a sottrarsi alle indagini in corso di svolgimento, sia all'esecuzione della pena detentiva che gli era stata irrogata per altri reati". "Tonino ‘o Cinese" è stato arrestato dai carabinieri il 25 dicembre 2025 in un appartamento di Gricignano d'Aversa, dove dormiva con una pistola carica accanto.

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