Estorsione all’asilo ad Acerra, tra i fermati il latitante che dormiva con la pistola

Durante la sua latitanza, durata circa un anno e mezzo, Antonio Aloia sarebbe rientrato nel "sistema", avrebbe commesso l'omicidio di Ottavio Colalongo e avrebbe imposto il pizzo a un imprenditore di Acerra, proprietario di una scuola d'infanzia. È quello che hanno ricostruito i carabinieri, che hanno eseguito oggi, 23 gennaio, una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 4 persone, tra cui il 47enne arrestato il 25 dicembre scorso a Gricignano d'Aversa (Caserta).
Estorsione all'asilo, 4 fermati
Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia; i quattro indagati sono gravemente indiziati di tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso. Secondo le risultanze investigative, tra luglio e ottobre 2025 avrebbero minacciato l'imprenditore, presentandosi come emissari della criminalità organizzata locale e chiedendo delle somme di denaro per consentirgli di continuare a svolgere la sua attività lavorativa.
Tra gli indagati Antonio Aloia
Tra gli indagati destinatari di misura c'è Antonio Aloia, all'epoca dei fatti contestati latitante. L'uomo aveva fatto perdere le sue tracce nell'agosto 2024, quando non era rientrato dopo un permesso premio nel carcere dove era detenuto per associazione mafiosa, detenzione illegale di armi, estorsione continuata e aggravata dal metodo mafioso; stava scontando 27 anni e 3 mesi di reclusione, con fine pena nel 2030.
I carabinieri di Castello di Cisterna, supportati dal team Api di Napoli, lo avevano rintracciato il giorno di Natale in un'abitazione di Gricignano d'Aversa; quando avevano fatto irruzione stava dormendo, sul comodino c'era una pistola carica col colpo in canna.