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Epatite A a Napoli

Epatite A a Napoli, 68 pazienti al Cotugno. Il Comune: “Cozze si possono mangiare ma solo cotte”

In lieve aumento il numero di ricoverati per Epatite A a Napoli: nell’ospedale ci sono 68 pazienti, nessuno in gravi condizioni. Una delegazione di commercianti ricevuta dal Comune.
A cura di Nico Falco
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Nell'ospedale Cotugno di Napoli, specializzato per le malattie, ci sono attualmente 68 persone affette da Epatite virale HAV; 60 sono ricoverate nei reparti di degenza (sei in più rispetto a ieri, al netto di trasferimenti e dimissioni) e otto sono temporaneamente al Pronto Soccorso; nessuno di questi sarebbe in gravi condizioni. I dati sono stati diffusi dall'Azienda Ospedaliera dei Colli e fotografano la situazione alle 17 di oggi, lunedì 23 marzo. Dopo un incontro con una delegazione di titolari di pescherie, il Comune ha chiarito che non c'è un veto per la vendita di frutti di mare, che possono essere regolarmente acquistati, ma che vanno consumati esclusivamente cotti.

Il precedente bollettino del Cotugno, diffuso ieri, indicava 54 pazienti ricoverati nei reparti di degenza; la direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli (a cui fa riferimento il Cotugno) ha istituito un monitoraggio costante dell’andamento del fenomeno per adeguare la disponibilità di posti letto e, fa sapere l'ospedale, "non sussiste alcuna criticità assistenziale". Questa mattina un centinaio di titolari di pescherie, provenienti da tutta la provincia di Napoli, hanno raggiunto il Comune di Napoli per chiedere al sindaco Gaetano Manfredi di comunicare alla cittadinanza informazioni chiare dopo l'ordinanza di giovedì scorso con cui è stato sancito il divieto di consumo di frutti di mare crudi; una delegazione è stata ricevuta dall'assessore al Turismo e alle Attività Produttive, Teresa Armato, e dagli assessori alla Salute, Vincenzo Santagada, e alla Polizia Locale, Antonio De Iesu.

"Comprendiamo pienamente le preoccupazioni delle pescherie napoletane – ha detto l'assessore Armato –  soprattutto in un periodo importante come quello che precede la Pasqua. Proprio per questo, oggi abbiamo ascoltato le istanze della categoria e ribadito che l'ordinanza sul divieto di consumo di frutti di mare crudi nasce esclusivamente da esigenze di tutela della salute pubblica. Garantiremo il massimo sostegno in vista delle festività di Pasqua". L'ordinanza del Comune di Napoli, ha successivamente sottolineato Palazzo San Giacomo, non vieta la vendita di frutti di mare ma stabilisce che possono essere consumati soltanto previa cottura; il consiglio, come sempre, è di rivolgersi solo a pescherie ed esercizi autorizzati, che garantiscono tracciabilità, corretta conservazione e conformità alle norme sanitarie; i controlli effettuati dalla Polizia Municipale e dagli enti competenti in questi giorni non hanno evidenziato criticità nelle attività autorizzate.

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